Gioco
Auto abbandonate, rifiuti e scarichi fognari nei fiumi
L’allarme dei pescatori che frequentano le rive del Serra e del Vezza «Sono una risorsa turistica del nostro territorio, ma nessuno li tutela»
SERAVEZZA. «Caari amministratori, anche i corsi dei fiumi sono un patrimonio del comune, sentiteli un po’ di più parte del vostro territorio». È questo, in soldoni, quello che chiedono la maggior parte dei pescatori che si recano nel fiumi Vezza e Serra – a Stazzema e Seravezza – per pescare la trota Fario. Infatti, se nel primo torrente si trovano di fronte gli scarichi delle acque nere delle abitazioni, dall’altra quando un pneumatico o un’auto abbandonata intralcia il fantastico corso d’acqua immerso nella natura. Mulina, Pontestazzemese, Ruosina, sono le tre frazioni di Stazzema dove la maggior parte delle case scaricano acque nere direttamente nel fiume Vezza, che a Seravezza si congiunge con il Serra.
A spiegarci la situazione dei due torrenti è Guglielmo Vincenti, pescatore stazzemese di lungo corso, affiliato dell’associazione Fly club ’90 Versilia, una delle maggiori di “pesca a mosca” della zona. «Soprattutto nella frazione di Mulina gli scarichi vanno diretti nel fiume: si trova di tutto. Meno grave ma sempre preoccupante per i nostri corsi d’acqua è la situazione più a valle (Pontestazzemese e Ruosina). L’unica frazione a ridosso del corso d’acqua che e ha le fognature, da dopo l’alluvione, è Cardoso. Abbiamo già fatto presente questa situazione al Sindaco di Stazzema, che ci ha risposto che le fognature costano molto, e in parte lo capiamo. Tuttavia il fiume rimane in questo stato», spiega Vincenti, che volontariamente si occupa anche del vivaio incubatoio che si trova a Stazzema nel quale vengono riprodotti gli avanotti che poi lanciano in vari punti dei fiumi. Ogni anno circa 100 mila, di cui ne sopravvive 10 mila. «Questi due fiumi per noi pescatori sono molto attraenti – prosegue Guglielmo - Mediamente, nel periodo di apertura di pesca (da febbraio a ottobre), i corsi d’acqua sono frequentati da 250 a 300 persone. Potrebbero essere una risorsa turistica, perché ci sono pescatori che vengono anche da province limitrofe, invece sono troppo abbandonati a sé stessi».
A Seravezza le frazioni sono quasi tutte munite di fognature, ma è più frequente il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, e talvolta – ci riferisce un pescatore - lo scarico di marmetta. «Il Serra ha degli scenari unici, ma non è difficile imbattersi in una discarica abusiva, o trovare un pneumatico nel corso del fiume; è colpa della mancanza di rispetto delle persone» spiega Vincenti, che è anche consigliere nazionale della scuola di Pesca a mosca e che si rivolge ai Comuni anche per chiedere maggiore promozione della pesca e la realizzazione di una adeguata segnaletica lungo il corso dei fiumi.
Tiziano Baldi Galleni
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