Sicurezza
Quei caffè di inizio agosto in Versiliana
Il direttore generale Nicolai: ogni incontro con lui era un evento, indimenticabili le sue battute
PIETRASANTA. Del Caffè della Versiliana, Giulio Andreotti, scomparso nella giornata di ieri all'età di 94 anni, era un “fedelissimo”. Su quel palco, sospeso fra le ombre datate del vate D'Annunzio, rispondeva infatti presente ad ogni albore del mese agosto. «Fra gli anni '80 e '90, abbiamo ospitato Andreotti almeno sei o sette volte: un salto da queste parti, lo faceva più che volentieri. Chi lo intervistava? Romano Battaglia, ovviamente, ma di contorno c'erano giornalisti di varie testate. Del resto ogni sua battuta - ricorda il direttore generale della Fondazione Versiliana Manrico Nicolai - era materiale per le agenzie e per i giornali. Contestazioni nei suoi confronti viste le accuse e i suoi rapporti poi oggetto di processi? Non ne ricordo, in tutta sincerità e comunque era politico che non temeva né le domande più provocatorie, che arrivavano regolarmente, né le allusioni. Aveva un’ironia sinceramente disarmante: parlava e tirava diritto. Fra lui e Spadolini, ad ogni uscita di libro, c'era la competizione fra chi vendeva più copie. Poi, la sera, dopo la chiacchierata al Caffè, si trasferiva, super-scortato, in una delle ville di zona, dove si fermava a cena prima di riprendere la via di Roma. E durante queste cene si lasciava andare a racconti sui colleghi: del resto Andreotti era entrato in contatto con tutto il mondo politico nazionale ed internazionale, era generoso di aneddoti. E certi personaggi te li smitizzava in due battute; con un sussurro di voce».
Luca Basile
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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