Il Tirreno

Versilia

Minacciata la troupe tv che lavorava sul caso delle donne sparite

Minacciata la troupe tv che lavorava sul caso delle donne sparite

Un uomo ha strappato il radioricevitore dalla telecamera di uno dei due operatori impegnati nel servizio nei pressi del chiosco nella pineta di Viareggio gestito dalla famiglia dell’imputato principale del giallo versiliese

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VIAREGGIO. Un radioricevitore è stato portato via ieri pomeriggio a una troupe televisiva impegnata a Viareggio durante un servizio su Claudia Velia Carmazzi, 59 anni, e sua madre Maddalena Semeraro, 80, scomparse dall’agosto 2010 dal campo dove vivevano, in una roulotte, a Torre del Lago. Uno dei due operatori, rimasto in auto, ha cercato di resistere alla persona che, dopo aver aperto lo sportello, voleva impossessarsi della telecamera e, alla fine, è riuscito a strappare il radioricevitore del valore di 1.000 euro. L’inviato, contro il quale sono state rivolte minacce verbali e la troupe, prima che la situazione precipitasse sono saliti in auto allontanandosi. Secondo quanto denunciato dalla troupe ai carabinieri di Viareggio, tutto si sarebbe svolto nei pressi del chiosco gestito dalla famiglia di Massimo Remorini, l’uomo rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio, sequestro, maltrattamento in famiglia e soppressione e distruzione di cadavere. I corpi delle due donne non sono mai stati ritrovati. Ignota l’identità della persona che è riuscita a strappare il radioricevitore dalla telecamera e che, secondo quanto riportato nella denuncia, tornando verso il chiosco con in mano l’apparecchio, urlava «mi hanno aggredito».

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