Crisi in giunta, Del Dotto pronto a cambiare rotta
Il primo cittadino: se ci sono stati errori sapremo correggerci «Gaber, spesi 70mila euro, la Fondazione non ha costi»
CAMAIORE. «Ho appreso la notizia senza avere nemmeno il tempo di parlare direttamente con l'ex assessore». Così il sindaco Alessandro Del Dotto commenta le dimissioni di Veronica Cortopassi, ex assessore Sel alla cultura e allo sport. Del Dotto non entra nel merito delle critiche avanzate da Cortopassi, se non in due aspetti. Quando parla del costo dell'evento per Gaber (70 mila euro) e quando conferma le preoccupazioni dell'ex assessore riguardo la Fondazione Città di Camaiore. Per Del Dotto le dimissioni sono state un fulmine a ciel sereno, o almeno così afferma. «E' stata - dice - una scelta inaspettata: qualche settimana fa avevamo parlato e chiarito insieme alcune questioni generali. Comunque sia, non posso forzare nessuno a fare questa esperienza al fianco mio e della squadra di assessori che mi circonda. Sono stati posti seri punti di riflessione politica, lo ammetto: tuttavia, credo che nessuno abbia la bacchetta magica e non penso che certe questioni poste si risolvano in brevissimo tempo. Molti dei cambiamenti che abbiamo messo in atto in questi mesi devono ancora entrare a pieno regime. Se ci siamo sbagliati, sapremo correggerci: nessuno è perfetto».
Del Dotto non nomina mai Pezzini (uno dei punti chiave invece della critica dell'esponente di Sel). E non parla di trasparenza. Sollecitato da noi ci spiega qualcosa della questione Fondazione Città di Camaiore, confermando le preoccupazioni della Cortopassi: non sarà soppressa a breve. «La Fondazione Città di Camaiore - dice il sindaco - oggi esiste a costo zero. E' stata commissariata da subito, con dipendenti dell'ufficio cultura, a compenso zero. Le sue attività sono state passate tutte sotto il settore cultura che, così, ha incrementato le sue risorse e la sua partecipazione alla organizzazione del premio giallo e di altre iniziative». Detto questo Del Dotto spiega perché è difficile sopprimere l'ente, dal suo punto di vista. «La Fondazione si potrebbe anche chiudere, ma ha un patrimonio che le aveva conferito il Comune e che, se la chiudiamo, il Comune perde e va a finire ad enti di pari fine. Quindi, stiamo valutando. Comunque, la cultura è compito del Comune e la Fondazione, per quanto aperta, è solo formalmente esistente, ma inattiva e costa zero assoluto».
Del Dotto risponde anche a Sel e a Psi. «Credo sia utile e necessario - dice - un confronto delle forze politiche che mi sostengono, che convocherò immediatamente in questi giorni». Un primo incontro in realtà, tra parte della giunta e il coordinatore di Sel, c'è già stato. «Posso affermare con certezza che nessuno di noi intende fare a meno del contributo politico-amministrativo e delle sensibilità di Sel. Appena tornato da Roma, ho avuto un lungo incontro con Remo Pagliai, nel quale si sono esplicitate le reciproche volontà». Per ora Del Dotto "congela" le deleghe rimaste scoperte, trattenendole per sé. «La giunta ha tremila cose da fare e un’assessore in più o in meno non è cosa indifferente: il lavoro è tanto e i carichi enormi vanno divisi. A Remo Pagliai ho detto a chiare lettere che, effettuati i necessari passaggi, mi attendo un contributo e una partecipazione di Sel all’esecutivo dell'amministrazione. Intanto, però, Cultura e Sport resteranno saldamente nelle mie deleghe». Infine l'evento legato a Gaber. In città si continua a ripetere che costerà oltre 100 mila euro, tra consulenze, palchi, permessi e contributi. «La spesa totale - dice invece il sindaco - è di circa 70 mila euro».
Marco Pomella
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