Il Tirreno

Versilia

Contesso, nuova proprietà per l’Rsa di Nocchi

di Gabriele Dini

La struttura è stata acquistata dalla cooperativa La Salute di Lucca che punta al rinnovo delle convenzioni con l’Asl e parla di future assunzioni

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CAMAIORE. Il Contesso cambia proprietà. Ad acquistare la Rsa di Nocchi, è stata la Cooperativa sociale La Salute di Lucca, che aveva già gestito la struttura dal 2006 al 2011. I nuovi proprietari vogliono sfruttare la loro professionalità - la cooperativa gestisce diverse strutture per anziani e disabili nella provincia di Lucca impiegando circa 270 soci-lavoratori - per riportare il numero degli ospiti della struttura ai livelli precedenti al 2011 e riallacciare le convenzioni con l’Asl, soprattutto per quanto riguarda i pazienti post-acuti che non trovano più spazio all’ospedale dopo i tagli dei posti-letto. In caso di rinnovo delle convenzioni potrebbero arrivare anche nuove assunzioni di personale specializzato e non.

Ad annunciare l’acquisto della struttura, situata in una bellissima villa di fine ’800, è Enrico Simonetti, legale rappresentante della nuova società e membro della Cooperativa La Salute. «L’accordo - fa sapere Simonetti - è arrivato dopo un lungo contenzioso legale lo scorso 24 aprile. Ora tutto è stato sistemato: adesso dobbiamo metterci al lavoro per tentare di rinnovare le convenzioni con l’Asl e tornare a offrire importanti servizi alla cittadinanza». La struttura prima ospitava anche un hospice (poi trasferito all’ex Tabarracci) oltre alla residenza sanitaria assistita per anziani. Quest’ultima funzione non è mai stata interrotta e sarà il centro delle nuove attività (al momento al Contesso vivono 10 ospiti). Nel padiglione che ospitava l’hospice la società prevede di creare spazi per ospitare i cosiddetti pazienti post-acuti, cioè quelle persone con problematiche di salute ad alta criticità (per esempio, dopo interventi chirurgici o problemi cardaci) che hanno bisogno di assistenza 24 ore su 24

A parlare dei progetti è Sonia Coppedè, responsabile della parte sanitaria. «Qui prima vivevano 24 persone come ospiti della Rsa - spiega - poi c’erano i pazienti dell’hospice e uno spazio per i pazienti in coma. La struttura può potenzialmente ospitare fino a 46 persone e noi, dopo lavori di adeguamento, vogliamo sfruttare al meglio gli spazi».

Il ritorno alle quote precedenti significherebbe reintegrare tutti i lavoratori che operavano nella struttura, ma anche assunzioni di persone esterne. La cooperativa gestisce infatti anche un’agenzia formativa chiamata Icaro. «Serve a formare il personale - spiegano Lisa Cattani e Sara De Servi - abilitando al lavoro anche persone che non hanno titolo sanitario». Al momento nella struttura lavorano 11 persone - compreso il personale che opera nelle cucine (la qualità del cibo è uno dei punti su cui insistono i responsabili della cooperativa - ma se il progetto funzionerà come previsto, la cooperativa conta di poter impiegarne oltre 30 entro pochi anni.

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