Il dolore
Comune, non c’è dissesto Parola di commissario
Mannino incontra i candidati a sindaco e li tiene un’ora come sull’altalena La scure della Corte dei Conti e la Regione ritira i finanziamenti ai progetti Piuss
VIAREGGIO. I conti del Comune non sono tali da indicare il dissesto. Ma la Regione ha ritirato i finanziamenti ai progetti Piuss mai cantierati, primo fra tutti il tanto atteso rifacimento dei chioschi del Comune sul quale fiumi di parole ha speso l’ex assessore della Giunta Lunardini, Roberto Bucciarelli. Ed ancora: l’amministrazione straordinaria ha avanzato domanda per 40 milioni di anticipazione di cassa da restituire con un Piano trentennale, così come previsto dagli ultimi strumenti approvati dal Governo, ma i funzionari della Cassa depositi e prestiti hanno visto le carte prodotte «e tra un bilancio in disavanzo (il consuntivo 2012 appena approvato con meno 1,5 milioni, ndr) e uno mortificato dalla Corte dei Conti dubito che difficilmente la Cassa darà qualcosa». Il commissario prefettizio Domenico Mannino incontra i candidati a sindaco. Nella sala di rappresentanza del Municipio ci sono tutti tranne Walter Ghiselli (lista civica “Insieme per cambiare”).
Mannino è solo. Non ci sono i tre sub commissari, non c’è il ragioniere capo con il quale fin dai primi giorni è stata burrasca. Il quadro che fornisce oscilla tra luci e ombre. E su tutto pende la scure della Corte dei Conti. La manovra per convincere il supremo ente di controllo dei conti pubblici «non è da dieci milioni, perché se così fosse sarebbe davvero difficile a pareggiare le cose», chiarisce Mannino. Il provvedimento parte da un base di 7 milioni e mezzo, ai quali vanno sommati un paio di milioni derivanti dalla vicenda Ferragamo/Viareggio porto. L’incontro a Firenze «sarà presto», spiega Mannino. Incalzato sulla data il commissario aggiunge solo «entro la prossima settimana». Qual è la strategia è presto detto: «Prima cerchiamo di ottenere qualcosa, se la Corte non sarà cattiva con noi. Poi presenteremo un piano». Resta il fatto - ed ecco ancora l’altalena sulla quale il commissario ha fatto dondolare ieri i candidati di belle speranze - «il prossimo bilancio preventivo risentirà necessariamente della delibera della Corte dei Conti». Con un’incognita che troverà risposta solo alla scadenza del 9 luglio, quando - sulla base delle proposte avanzate dal Comune - la Corte delibererà: «Vediamo quanto tempo vuole la Corte - insiste Mannino -. Vediamo se accetterà una dilazione pluriennale o sarà cattiva».
Senza contare quanto pesa la sospensione dell’Imu, la tassa con la quale i cittadini, molti dei quali per il solo lusso di essersi caricati un mutuo che garantisca un tetto sulla testa, pagano per poter mantenere in vita i Comuni: «La sospensione va bene - è l’appello del commissario al Governo - ma lo Stato dia immediatamente ai Comuni quelle stesse cifre. Altrimenti i Comuni sono in ginocchio».
Che fare dunque, dal primo giorno in cui uno dei tredici in corsa indosserà la fascia tricolore? La ricetta di Mannino non è nuova e sembra la maledizione del fantasma del mattone che aleggia per i corridoi del Municipio viareggino: «È la mia raccomandazione. Mettete mano appena potete al Regolamento urbanistico. L’attività edilizia è ferma in città. E dopo tanti soldi spesi per avere il Regolamento sarebbe un peccato non approvarlo. Questo è un campo (e mai termine fu più appropriato, ndr) dove mettere mano presto».
Mannino ci tiene ad assicurare i candidati di «essere stato veritiero». Ma l’ultima spinta dell’altalena porta di nuovo rasoterra: «Dovremo stringere la cinghia. E dovranno farlo sia gli amministratori che i cittadini».
Stringere la cinghia magari «rinegoziando con le banche per chiudere la partita “derivati”». Ma anche stringendo i panni addosso alle troppe partecipate. Le quali «devono rendere conto al Comune», insiste Mannino, visto che «in ambito di bilancio consuntivo non siamo riusciti ad equilibrare i conti con le società». E come in un eterno gioco dell’oca non c’è scampo a ritornare al via...
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