Gioco
Infarto fulminante si porta via Antonella D’Arliano
Funzionaria comunale ed esponente del Pd, aveva 56 anni I funerali oggi alle 15,30 nella chiesa nuova della Migliarina
VIAREGGIO. Un fiume di lacrime. In un mare di ricordi. Sei lì, nella cassa di legno chiaro. Ma anche qui. Tra tutti i tuoi amici, increduli, sgomenti, arrabbiati. L’obitorio del cimitero della Misericordia è strapieno fin dalle prime ore del mattino. “La Anto se n’è andata...”. È circolata così, come un fulmine, all’ora in cui si va a scuola, la notizia della morte di Antonella D’Arliano, funzionaria del Comune, servizi educativi “zero-tre anni”. Stroncata da un infarto, la sera del primo maggio, di ritorno da Arezzo dove aveva visto uno dei nipoti vincere una gara di arti marziali.
Cinquantasei anni, una vita nella scuola, prima come insegnante poi come funzionaria di uno dei settori fiore all’occhiello della città, Antonella non si era mai sposata e non aveva avuto figli. Ma questo solo all’anagrafe. «Perché se volevamo sapere qualcosa dei nostri ragazzi», raccontano le tante amiche di sempre, «era alla Anto che lo chiedevamo...».
Antonella zia di tutti. Negli occhi pagliuzze dorate che brillavano tutte le volte che rideva, che fulminava un fatto, una situazione con una battuta. Quando si trattava della vita privata (che risate quando ne abbiamo parlato l’ultima volta...), così come di quella pubblica. Perché Antonella non si risparmiava. Nel lavoro, nell’amicizia, nell’affetto per tutti i suoi “nipoti”, nell’impegno politico per il suo partito: il Pd. Aveva collaborato molti, negli ultimi mesi, al programma elettorale, settore scuola. Ma aveva messo mano anche al video sulle donne della Resistenza, del quale aveva curato il montaggio. Lei che era una cosa sola con il computer, prima tra tutte ad impararne le mille opportunità fino a contagiare il settore pubblica istruzione con l’esperienza del laboratorio “Immaginaria”. «Voglio ricordare Antonella sorridente e commossa come l'ho visto l'ultima volta a S. Anna di Stazzema il 25 aprile durante la presentazione del filmato», scrive Margherita Rinaldi, coordinatrice delle donne del Pd versiliese.
«Antonella era una di noi, che gioiva, si arrabbiava, lavorava e viveva con noi nel partito e nella vita quotidiana. La mancanza umana sarà grande e il nostro ricordo sarà sempre con lei». Così le parole dei segretari Corsetti, Dal Pino e del candidato a sindaco Leonardo Betti.
«Antonella era una persona con una grande etica del lavoro», così il ricordo delle colleghe: «Tutta l'attività che svolgeva era sostenuta da una grande energia, che provenivada un'idea di bambino competente, capace, ricco di risorse e dal conseguente senso di responsabilità che dovrebbe guidare coloro che si occupano di educazione. Si ricordava a memoria tutti i nomi dei bambini di cui era stata educatrice, l'anno in cui avevano frequentato il nido e spesso raccontava divertenti aneddoti sul passato con una gioia negli occhi che meglio di qualsiasi parola esprimeva l'amore per il lavoro che svolgeva».
«All'obitorio della Misericordia ho trovato tante donne più o meno giovani e dei ragazzi. Si capiva subito che l'Antonella proveniva dal mondo della scuola. Un giusto riconoscimento per tutto quello che ha fatto nella vita», sono le parole di Isaliana Lazzerini. Mentre i suoi amici di sempre (Loretta,Andrea, Roberta, Antonella, Aldo, Paolo, Katia e tutti gli altri, insieme ai nipoti/figli Chicca, Nicole, Sara, Carolina, CHiara, Valentina, Alessio e Andrea, Lorenzo, Clio e Cora) scrivono: «Ci sentiamo come cani randagi. Nulla sarà più uguale a prima. Senza di te è senza di te. Ma metteremo in fila le nostre solitudini e la tristezza dentro il tuo ricordo. Ciao, Anto...E altre parole non vengono. Grazie per essere stata il filo che unisce».
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