Il dolore
Cortopassi, dimissioni al veleno
Clamoroso addio dell’assessore alla cultura: «Poca trasparenza e scarso coinvolgimento»
CAMAIORE. Veronica Cortopassi si dimette. E questa volta, a differenza di quando lasciò la sola carica di vicesindaco per motivi personali, la rottura mette in rilievo una grave frattura all'interno della maggioranza. Cortopassi, espressione di Sel, lascia infatti la delega alla cultura e il posto in giunta.
E lo fa con una lettera di dimissioni in cui lancia accuse di fuoco rivolte in particolare al primo cittadino: «poca trasparenza, scarso coinvolgimento, gestione personalistica degli uffici».
«Mi dimetto senza se e senza ma». Inizia così la lettera di dimissioni irrevocabili inviata nella serata del primo maggio al sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto.
«La mia – spiega - è una decisione definitiva. Avevo aderito al programma elettorale con entusiasmo. A distanza di undici mesi la disillusione è tanta. I motivi sono la mancata adesione agli impegni presi con i cittadini: partecipazione, trasparenza ed efficienza sono rimaste parole che ancora devono essere riempite di significato».
L'ex assessore parla del rapporto ambiguo con Pezzini e la sua coalizione, formalmente all'opposizione (compresi i posti che spettano all'opposizione nelle commissioni consiliari), ma di fatto espressione di un assessore: Carlo Alberto Carrai.
«Mi ha lasciato perplessa – dice Cortopassi - il coinvolgimento di Pezzini, di sicuro non corrispondente al concetto di nuova stagione che abbiamo sostenuto».
Ma la Cortopassi si spinge oltre, fino a disegnare Pezzini come il sindaco-ombra. «Nel giro di pochi mesi il buon Fabio, con le sue capacità di politico navigato, viene chiamato da molti cittadini il sindaco-ombra: i suoi consigli e le sue proposte vengono accolte con maggior considerazione rispetto a quelli degli altri consiglieri e di alcuni assessori della maggioranza». Sempre in tema di trasparenza Cortopassi, che gestiva l'assessorato alla cultura, parla del misterioso evento organizzato con la Fondazione Gaber. «Un evento – scrive - nato da un tweet fra il sindaco e Dalia Gaber, che sicuramente sarà stata colpita dall'entusiasmo di giovane sindaco, ma anche dalla promessa di un finanziamento cospicuo alla Fondazione, a fronte di una programmazione ancora nebulosa. Come assessora alla cultura ne sono venuta a conoscenza, insieme al resto della giunta, a cose fatte». E ancora un affondo: «Parlando della Fondazione Città di Camaiore: la soppressione di questo ente, oltre che prevista dal programma elettorale, sembrava essere volontà della nostra amministrazione, tanto che è stato “commissariato”. Perché la Fondazione non viene chiusa? Io un’ideina ce l’avrei, ma spero ancora che venga smentita dai fatti». Anche sulla riorganizzazione degli uffici il sindaco pare aver fatto di testa sua. «La riorganizzazione è stata imposta - scrive Cortopassi - senza possibilità di dialogo nonostante le richieste mie e del mio partito. Raccontavamo di ascoltare i cittadini, qui non si ascoltano neanche gli assessori».
Marco Pomella
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