La protesta
Slot e scommesse, bruciati 630mila euro ogni giorno
Nell’ultimo anno in Versilia si sono spesi oltre 230 milioni per tentare la fortuna e la cifra continua a crescere. Nei “grattini” puntati più di 26 milioni
VIAREGGIO. In Versilia si bruciano 630mila euro al giorno per tentare la fortuna: tra slot machine e videolottery, Gratta e vinci e lotto tradizionale, SuperEnalotto e scommesse sportive, e – non per ultimo – il gioco on line. È una somma impressionante, che in un anno corrisponde ad un fiume di denaro con una portata da 230 milioni di euro. Si tratta di stime prudenziali, da prendere con le molle, ma che danno comunque un’idea di quale sia l’ordine di grandezza nel quale ci muoviamo; calcolate sulla base di dati forniti dall’Agenzia giornalistica Concorsi e Scommesse (Agicos), le cifre fanno emergere a colpo d’occhio un dato: se fino a poco tempo fa la frenesia degli italiani si sfogava sul Gratta-e-vinci, ormai il vero banco da gioco è la “slot”; e non solo: un’altra opzione con cui sempre più frequentemente la Dea Bendata ci tenta è la puntata on line, che sta prendendo sempre più piede.
Slot e videolottery. Al primo posto nella top del gioco ci sono le “macchinette” – spuntate in molte tabaccherie o in sale dedicate al game – che “succhiano” il 57 per cento di tutto ciò che i versiliesi buttano nel gioco: 363mila euro al giorno, 132 milioni l’anno. Strabiliante.
On line. Al secondo posto anche se ben lontano dalle slot, si colloca il gioco on line, un variegato sottobosco dai confini indefiniti in cui la Versilia brucia il 14% del valore del “giocato”: 89.300 euro circa al giorno, 32,6 milioni l’anno. Come le slot (spinte dall’apertura di nuove sale – pensiamo a quella di Lido), quello on line è uno dei segmenti del gioco più promettenti in termine di espansione.
I “grattini”. Sono il terzo gioco più gettonato. Veloce, semplicissimo, non richiede alcun impegno: sarà forse per questo che i versiliesi ci buttano 26,4 milioni di euro all’anno, più di 72mila euro al giorno.
I “tradizionali”. Soppiantati dalle nuove offerte in bouquet, Lotto e dintorni rappresentano ormai solo una quota del 5,2%, che tradotta però in denaro ammonta sempre a una cifra considerevole: 12 milioni di euro l’anno, quasi 33mila euro al giorno è la spesa in Versilia per puntare sui numeri.
Scommesse sportive. Nei giochi a base sportiva va in fumo una decina di milioni di euro – il 4,4% del denaro messo complessivamente in mano alla Dea Bendata – 28 mila euro ogni ventiquattro ore.
Ippica. Ha perso il suo smalto, ma lo scommessa sui cavalli tira ancora: 5,8 milioni l’anno, quasi 16mila euro il giorno è quanto i versiliesi spendono.
SuperEnalotto. Siamo lontani dagli anni d’oro dei “sistemoni” quando il SuperEnalotto rappresentava un corroborante per la vita quotidiana dell’italiano, fatto sta che ancora drena 4,6 milioni di euro l’anno (il 2% di quanto valgono le giocate dei versiliesi), 12.600 euro il giorno.
Bingo. Residuale in termini assoluti – rappresenta appena l’1,4% del “banco” – il bingo fa spendere però ai suoi aficionado 3,3 milioni l’anno, più di 9mila euro al giorno.
Rispetto all’Italia. Nel Belpaese, nel 2012, per la prima volta, si è verificata una diminuzione della spesa dedicata al gioco di oltre il 3%: la corrosione riguarda tutti i giochi, indistintamente. I versiliesi però – come i toscani in genere – non rinunciano a sognare, nonostante la crisi: in tutto il Granducato, eccezione fatta per Firenze, nel 2012 e rispetto al 2011, si è giocato (e si è speso) più di prima: tra la Versilia e Lucca il 4,3% in più, con una spesa media pro capite di 1.439 euro.
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