Sicurezza
Louis Vuitton apre il primo negozio a tempo
Il gruppo parigino sceglie Forte per sperimentare il nuovo sistema di vendita Rimarrà fino a dicembre, poi tutto dipende dalle strategie della Maison
FORTE DEI MARMI. Tre settimane di lavoro (o poco più) e il gioiello è stato incastonato, pronto perché chiunque lo possa ammirare: ha aperto ieri mattina al numero 3 di via Montauti, il primo negozio “locale” di Louis Vuitton. È il primo punto vendita pop-up – così si dice tra gli addetti ai lavori – che la Maison parigina apre nel Belpaese; l’unico precedente è Mykonos. Che significa? Che è un punto vendita a tempo: certo è che rimarrà aperto sino a dicembre, dopodiché si vedrà. Tutto dipende dalle strategie del Gruppo Lvmh, che potrebbe decidere di riaprirlo, oppure di spostarlo altrove. Vedremo. La boutique temporary rappresenta una nuova sperimentazione, che differisce dalle aperture stagionali dei punti vendita, ad esempio, di Portofino e Capri.
Intanto la Perla della Versilia si gode questa entrée che alza le sue quotazioni nel Borsino delle l ocation d’elite. Che la Casa d’alta moda avesse addocchiato da tempo la piazza fortemarmina è cosa risaputa. Viene da chiedersi quanto nella scelta pesi il desiderio “di esserci” (di possedere una vetrina in una meta che comunque “significa”) e quanto abbia giocato invece il fatto che essa rappresenti una calamita per quelle nazionalità considerate a livello-mondo dei big spender (quelli che spendono, per intenderci, leggi russi, cinesi che si stanno affacciando ...).
«Con l'apertura del nostro primo negozio pop-up estivo proprio a Forte dei Marmi vogliamo stupire la nostra clientela – risponde Marco Pirone, amministratore delegato Louis Vuitton Italia, presente all’inaugurazione di ieri mattina – e farle riscoprire Louis Vuitton in un contesto diverso da quello cittadino, più rilassato e con novità continue ogni settimana».
E il negozio appena battezzato – il taglio del nastro quello ufficiale con kermesse ed eventuali testimonial (sui nomi dei quali non esce uno spillo) ci sarà però a giugno – comunica davvero relax: in vetrina si stende un’invitante amàca in pelle – d'antan (marchio che contraddistingue la griffe) – taglio unico senza cuciture, prezzo di vendita 24.700 euro (dettaglio curioso: un pezzo è stato di recente venduto nel negozio milanese di via Montenapoleone, un cliente, addirittura ha comprato, pacchetto unico, anche la lampada-lanterna “Bell Lamp”, rifinita anch’essa in pelle).
Borse, ovviamente, ma anche sandali, decolté e mocassini da uomo; foulard e occhiali da sole, e persino una tavola da surf sono in mostra nel negozio di via Montauti. All’entrata c’è subito la borsa Noè, la “sporta” (per modo di dire) studiata per contenere e trasportare comodamente cinque bottiglie di champagne; poco più in là, la borsa modello “Alma” ispirata alla forma inventata negli anni Trenta da Gaston Vuitton per la moglie. Ovviamente sia l’una che l’altra sono disponibili anche nelle versioni bèbè (le cosiddette Bb). Tra gli oggetti più curiosi che “arredano” la nuova boutique c’è senza dubbio (all’entrata sulla destra) un porta-cappelli da nave o da treno: del resto Louis Vuitton ha fatto del viaggiare un’arte. E anche il negozio di Forte potrà accogliere i cosiddetti “special order”: volete un porta bicchieri flûte da champagne personalizzato? Ora sapete dove rivolgervi.
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