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La Provincia: caldo e umidità causano il tanfo

La Provincia: caldo e umidità causano il tanfo

«Un progetto innovativo per il monitoraggio ambientale, protrattosi per 20 giorni e che ha portato a risultati ben chiari. Dunque, l’esperienza dei nasi elettronici, è tutt’altro che oscura». Così...

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«Un progetto innovativo per il monitoraggio ambientale, protrattosi per 20 giorni e che ha portato a risultati ben chiari. Dunque, l’esperienza dei nasi elettronici, è tutt’altro che oscura». Così

la vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente Maura Cavallaro (nella foto) interviene sulla questione dei cattivi odori a Viareggio e sulla recrudescenza del fenomeno in questi giorni.

«I nostri tecnici - afferma Cavallaro - in relazione alle suddette indagini sull’attività dei tre impianti individuati come potenziali responsabili dei cattivi odori in alcune zone di Viareggio e Massarosa: Pioppogatto, Salov e Sea Risorse, ossia quelli autorizzati da Palazzo Ducale, hanno appurato che non sono emerse situazioni rilevanti tali da rendere necessari interventi sulle aziende. E già queste conclusioni fanno capire che l’analisi sull’esposizione olfattiva ha avuto sempre la massima trasparenza ed ha prodotto dei risultati. Sul ritorno dei cattivi odori nella zona del Varignano in questi giorni - conclude Cavallaro - abbiamo subito inviato i nostri tecnici per un sopralluogo. E da quanto ci hanno riferito si evince che le maleodoranze dipendono in gran parte dalle condizioni atmosferiche del periodo, con gli sbalzi di temperatura e un alto tasso di umidità che contribuisce a percepire con maggiore evidenza i cattivi odori, nonché dalle difficoltà create dal maltempo».

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