Il Tirreno

Versilia

IL CASO

Dossi, proteste in via Montramito

I residenti: sono troppo alti. Ma per il Codice della strada sono ok

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VIAREGGIO. Dossi troppo alti in via di Montramito. Protestano (tramite una raccolta firme) i residenti, che tra l’altro quei dossi li avevano voluti per ridurre la velocità in questa zona. Forse, però, neppure loro si sarebbero aspettati che i dossi installati sarebbero stati alti a tal punto «da arrecare fastidio anche a chi ci abita, pur avendo senza dubbio ridotto il flusso di traffico e ottenuto quello che volevano».

La polizia municipale, che ha provveduto all'installazione di questi dossi, ha confermato che sono in piena regola secondo quello che prevede il codice della strada, che fra l’altro abbiamo consultato anche noi. Il responsabile dell'ufficio traffico, maggiore Omero Manfredi, precisa infatti chein quel tratto di strada è stato messo il limite di 30 chilometri. «In questo caso l'articolo 474 del codice della strada precisa che i dossi possono essere di una altezza non superiore a sette centimetri, ed è quella che è stata utilizzata nel caso specifico». Scorrendo il codice della strada si può notare che nei tratti di strada, dove il limite di velocità è di 50 chilometri orari la larghezza dei dossi deve essere non inferiore a 60 centimetri e l'altezza non superiore a 3 centimetri. Per i tratti dove il limite è di 40 chilometri orari, l’altezza dei dossi non dovrà essere superiore a cinque centimetri. Le proteste, quindi, di coloro che credevano che i dossi installati in via di Montramito non fossero a norma, sono ingiustificate, in quanto la legge consente che possano essere in questo modo, nonostante creino difficoltà nella circolazione. In questo caso soprattutto per i mezzi di soccorso, che devono in pratica fermarsi e se hanno un paziente a bordo. Intanto il Comandante della polizia municipale, Angelo Bertolucci, in riferimento all’articolo apparso in data 21 aprile dal titolo “Disabile segregato in casa” afferma: «Non posso che scusarmi per il disagio incolpevolmente arrecato al signore con handicap, poiché difficile sarebbe stato individuare chi, pur in relazione al suo stato, si fosse celato dietro un cancello anonimo. A riprova di ciò il varco è stato lasciato aperto in corrispondenza del passo carrabile, individuato dall'apposito segnale. Gli uffici risolveranno l’inconveniente».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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