Gioco
Una festa celtica in Selvaiana con Storie di fate, dee ed eroi
CAMAIORE. Il 1° maggio nella tradizione dei Celti ( 5 mila anni fa popolavano il Nord della Toscana, ricca di miniere di ferro, alberi di resina ed acqua) è la Festa dei matrimoni e dei divorzi (il...
CAMAIORE. Il 1° maggio nella tradizione dei Celti ( 5 mila anni fa popolavano il Nord della Toscana, ricca di miniere di ferro, alberi di resina ed acqua) è la Festa dei matrimoni e dei divorzi (il nome storico è Beltane). Dal 2006, la data viene ricordata ogni anno dal Conciliabolo Celtico, un gruppo spontaneo di appassionati coordinati da un viareggino doc, Maurizio Pucci e che si svolge a La Selvaiana, via Piedimonte, Capezzano Pianore (www.conciliaboloceltico.org), presso il Centro culturale di Pina ed Alberto Bucci. L’evento, in occasione di altre festività del calendario, si ripete otto volte secondo la loro tradizione agropastorale, ricordando ad esempio i solstizi d’estate e d’autunno. Una giornata, il primo maggio, destinata quindi alla raccolta collettiva delle erbe di campo, all’accensione dei fuochi, alla comunicazione in amore, in ecologia, nella danza. In questa edizione, uno spazio è dedicato in particolare ad un libro sull’argomento, uscito proprio in questi giorni (Elmi’s World editrice). L’autrice è Susanna Berti Franceschi, una scrittrice di genere che ha già al suo attivo opere che mettano in evidenza la figura femminile nei secoli come “Gostanza da Libbiano”, la strega di San Miniato, premio selezione Campiello 2012. Nel libro “Storie di fate, di Dee e di Eroi”, l’autrice descrive la storia dei Celti, ancor oggi fra mito e leggenda. Pochi infatti sanno – spiegherà nel suo intervento previsto alle 15,30 - che prima di Etruschi e Romani, i Celti provenienti dal Centro Europa, hanno rappresentato uno dei più solidi esempi di società civile, culturale e religiosa. «Tra fate, battaglie e culto – scrive Susanna Berti Franceschi – scopriamo un grande popolo avvolto ancora nel mistero». Caratteristica che rende unica l’opera è il patrocinio ricevuto dalla Repubblica d’Irlanda, una delle nazioni europee dove la tradizione celtica è più fortemente radicata.(gub)
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