Il Tirreno

Versilia

Arrivava dall’autostrada l’inquinamento del Motrone

di Luca Basile

Denunciato il gestore del distributore di carburante nell’area di servizio Versilia per uno scarico nel fosso dello Sparta che avrebbe contaminato il mare

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PIETRASANTA. Uno scarico inquinante nel fosso dello Sparta mette nei guai il titolare di un distributore posto lungo l'autostrada in zona Motrone. E così, a pochi giorni di distanza dalla revoca del divieto di balneazione su alcuni tratti del litorale marinello, la Capitaneria di Porto, incaricata dalla Prefettura di coordinare gli interventi d'intesa con la Polizia municipale, è riuscita a risalire ad una prima possibile causa della balneazione certificata come off limits nello specchio di mare antistante Motrone e Fiumetto, motivo di polemiche e, giustificate, preoccupazioni.

«L'attività di controllo, coordinata dal responsabile di servizio Giovanni Fiori - scrivono dalla Capitaneria di Porto - ha visto il personale dei vigili percorrere le sponde degli affluenti del fosso Motrone che interessano Pietrasanta tra il mare e il tracciato autostradale, dove sono state individuate diverse condotte, fortunatamente non attive, sulle quali saranno, nei prossimi giorni, effettuati ulteriori accertamenti di concerto con l'ufficio ambiente dell'Ente. Una sola di queste era funzionante con tanto di scarico attivo e maleodorante. Il sospetto che la fonte inquinante delle acque marine fosse da ricondursi a uno scarico di liquami nel fosso Motrone era pertanto fondata. La conferma si è avuta a seguito del prelievo delle acque di scarico effettuato da personale del locale dipartimento Arpat. Gli esami di laboratorio hanno infatti confermato i sospetti della polizia municipale e evidenziato che i parametri di legge erano stati superati di larghissima misura. L'indagine - aggiungono dalla Capitaneria di Porto di Vaireggio - si è concretizzata con il sequestro giudiziario preventivo di un tubo di scarico collegato all'impianto di trattamento dei reflui dell'attività di impianto di distribuzione di carburante posto lungo il lato mare del tracciato dell'autostrada A12 ed il deferimento all'Autorità Giudiziaria del responsabile- gestore dell'attività. Il sequestro giudiziario è stato attuato mediante l'occlusione fisica della parte terminale dello scarico».

A chiarimento bisogna dire che la condotta di scarico non è abusiva così come non lo è lo scarico in quanto autorizzato dall’amministrazione provinciale: nel rispetto dei parametri di legge le acque potevano e potranno essere ancora scaricate nel fosso della Sparta, non appena l'impianto sarà controllato dai tecnici, previo il dissequestro disposto da parte dell'autorità giudiziaria. «L'attività imprenditoriale prosegue a servizio degli automobilisti in transito lungo la nostra costa anche se le acque dell'impianto non potranno essere scaricate nel fosso della Sparta» precisano ancora dalla Capitaneria.

Un anno fa, a finire sotto sequestro giudiziario fu una condotta collegata presso l' area di servizio posta sul lato monte dello stesso tracciato autostradale.

Buone nuove, invece, sul fronte della chiazza biancastra rinvenuta, nei giorni scorsi, nel fosso Fiumetto (vedi articolo a fianco) ma la soglia di attenzione resta alta per rintracciare i responsabili degli scarichi. Con il sindaco Domenico Lombardi pronto a confrontarsi con i colleghi primi cittadini di Forte dei Marmi e Camaiore per prevenire nuove problematiche per il mare pietrasantino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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