Sicurezza
Neri: i conti tornano, il tesoretto vale 6 milioni
Seravezza chiude il bilancio 2012 con un risultato positivo Il sindaco però non scioglie la riserva: «Sono preoccupato per il 2013»
SERAVEZZA. Seravezza non ha fatto passi più lunghi della gamba, come si suole dire, e i conti tornano. Anzi, quasi incredibilmente se guardiamo altrove nella Versilia storica (Pietrasanta) o verso mare (Viareggio), ci sono soldi in cassa: 5,7 milioni di euro, un tesoretto (è il cosiddetto “avanzo di amministrazione”) persino più considerevole di quello messo da parte dalla “ricca” Forte dei Marmi (5 milioni circa). Nonostante ciò, la situazione è delicata: il Comune ha ancora più di 2 milioni di debiti che non può onorare per colpa del Patto di stabilità, mentre i trasferimenti finanziari dello Stato diminuiranno drasticamente, come ormai accade – e in maniera sempre più impattante – dal 2008.
Soldi in più. Il bilancio 2012 si è chiuso con un saldo di 5 milioni e 730 mila euro di avanzo d’amministrazione. «Siamo soddisfatti del risultato – spiega Mara Tarabella, consigliere al bilancio di Seravezza – Abbiamo entrate in più, rispetto a quello che ci aspettavamo, di circa 652mila euro. In effetti, la maggior parte di questa somma è già stata vincolata per alcune spese: la cifra pulita si attesta intorno a 230mila euro, risorse che sono già state destinate per l’ emergenza -frane».
I debiti. Seravezza ha pagato a gennaio alle aziende che vantavano un credito nei confronti del Comune più di un milione di euro (1,1 milioni). «Abbiamo chiesto - prosegue Tarabella – di poter procedere al pagamento di altri 2 milioni e 650 mila euro», che è l’ammontare del debito che il comune di Seravezza ha nei confronti delle aziende; «sappiamo però che è difficile che ci venga concesso uno spazio finanziario così elevato, ma noi contiamo di arrivare al 50 per cento (circa 1,8 milioni ndr), visto che i soldi per pagare lì abbiamo». In caso positivo l’Amministrazione liquiderebbe entro l’estate.
Da incassare. Seravezza ha dei residui attivi, cioè somme di denaro che il Comune deve avere ma che per vari motivi non è riuscito ancora a riscuotere. «La Corte dei Conti (l’organo dello Stato che “fa le pulci” ai bilanci dei comuni dr) ci ha fatto notare – continua Tarabella – che i residui attivi del 2007 erano troppi: quindi li abbiamo diminuiti del 70%».
Quanto dà lo Stato. Nel 2012 Roma ha versato alle casse del Comune circa 2 milioni di euro; quest’anno però i trasferimenti diminuiranno drasticamente. «Non siamo in grado di dire che entro il 30 maggio stileremo il bilancio preventivo – commenta il consigliere al bilancio – non sapendo neppure quanti saranno i trasferimenti dello Stato. Per fortuna siamo un Comune con un bilancio sano, e oltre a non aver mai portato in rosso il conto corrente, siamo riusciti anche a non sforare il Patto di stabilità».
Imu e Tares. Se ci saranno variazione sull’Imu è una domanda che ancora non ha una risposta, ma la preoccupazione maggiore sembra essere la Tares, che dovrebbe essere pagata dai contribuenti a dicembre. «Quello dell’Imu – interviene il sindaco Ettore Neri – mi sembra uno specchietto per le allodole: il problema vero è il pesante aumento che dovranno sopportare i contribuenti con la Tares». Il primo cittadino sferra poi una critica al “sindacato” dei comuni. «L’Anci (l’associazione dei comuni, ndr) ha fatto un’opposizione troppo blanda – dice Neri – crede di aver vinto avendo ottenuto il posticipo dei pagamenti a dicembre, ma doveva piuttosto dare il via a una mobilitazione contro la politica di austerità, che grava su famiglie e enti locali. Sono molto preoccupato per il bilancio 2013, temo che dovremo ancora tagliare sui servizi».
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