La manifestazione
Cittadini in rivolta per furti e degrado in piazza Brodolini
Panchine rotte, cestini rotti e luci che non funzionano E la notte in zona arrivano anche ladri e spacciatori
LIDO. Panchine rotte, luci ad intermittenza. Erba alta, cartelli e cestini divelti. E, se non bastasse, loschi giri che i residenti sospettano siano di spaccio di droga. Sono infatti gli stessi residenti a denunciare lo stato in cui da mesi si trova piazza Brodolini a Lido di Camaiore: ricettacolo - dicono - di drogati e di strani giri loschi.
La piazza, in effetti, anche se si va a visitarla di giorno versa in condizioni disastrosi: cestini divelti, panchine danneggiate.
Da una delle panchine sporge un chiodo dove qualche sera fa, nel buio del piccolo parco verde, si è seduto e ferito un uomo.
«Il problema - spiegano i residenti della zona, a due passi dal mare - di notte diventa zona off limits. Noi teniamo i nostri figli ben lontani. Ci sono spacciatori e drogati, strani giri. In questa zona serva manutenzione e sicurezza».
Non è certo la prima protesta di cittadini che chiedono attenzione alla forze dell'ordine e all'amministrazione per alcune zone, di Lido e di Capezzano, lasciate all'abbandono negli ultimi tempi.
Già a Lido si sono registrate diverse proteste per le strade sconnesse, per i marciapiedi lasciati nell'incuria, per l'erba alta che invade parchi e zone verdi.
Proteste simili a quelle che montano - anche in ambienti vicini all'attuale amministrazione di centrosinistra a Camaiore - a Capezzano Pianore: anche lì i residenti lamentano tante zone lasciate nell'incuria e nel degrado. Non mancano poi gli episodi di microcriminalità. Lo sanno bene i surfisti che ogni volta che lasciano l'auto parcheggiata sul lungomare per andare a prendere le onde, la ritrovano col vetro infranto e qualche oggetto portato via. Nei mesi scorsi i ragazzi hanno annunciato di voler provvedere da soli alla difesa dai ladri.
La situazione di piazza Brodolini dimostra anche quanti problemi possano creare le lentezze della giustizia italiana: la zona doveva essere infatti inserita nei project financing legati all’area di Bussoladomani. Ma da quando fu aperta l’inchiesta sui progetti - il processo non si è ancora concluso - tutto è rimasto paralizzato.
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