Sicurezza
Ferito a sangue per proteggere una donna picchiata sulla strada
Stava passeggiando con la famiglia a Tonfano quando ha assistito alla violenza ed è intervenuto «Se il pugno che mi ha preso in pieno avesse colpito lei non so come sarebbe finita»
PIETRASANTA. Una donna viene insultata e schiaffeggiata da un uomo, forse l'ex marito, nel cuore di Tonfano in una serata di festa, quella di giovedì scorso: i bar e le strade brulicano di persone. Impossibile, quindi, non vedere e non provare stupore e rabbia per quanto accade sotto i loro sguardi. Eppure nessuno interviene. Nessuno a parte Daniele Bazzichi, 37enne pietrasantino, titolare di un laboratorio di marmo, che ha pensato di portare la famiglia a mangiare una pizza da “Mordi e Fuggi”, locale a due passi di brezza dal pontile.
«Quando ho visto questa coppia litigare, con l'uomo che gridava con una certa veemenza, sul momento ho pensato a una scena come tante, magari più plateale di altre visto il contesto, anche se con loro c'era una bambina piccola e il fatto mi ha messo addosso un certo disagio. Poi la situazione è degenerata e dai discorsi l'uomo è passato ai fatti, mettendo le mani addosso alla donna, schiaffeggiandola, prendendola per i capelli e tentando di colpirla ripetutamente. A quel punto come potevo restare fermo? Mi sono quindi precipitato sul posto, distante pochi metri, e ho cercato di farlo ragionare: questo tizio, in tutta risposta, mi ha gridato, in malo modo, di non impicciarmi. “Basta che non alzi le mani” gli ho detto. Neanche a dirlo: l'uomo ha sferrato un pugno verso la donna ed io, per pararla, sono stato colpito pesantemente sul naso. Ho cominciato a sanguinare, mi girava la testa: sono grande e grosso, ho evitato di reagire, ma se quel cazzotto avesse preso in pieno quella che ritengo fosse la moglie, o la ex moglie, oggi saremmo a raccontare un'altra storia» sospira Bazzichi che ha finito la serata al pronto soccorso.
Il referto parla di una forte contusione al setto nasale, di un occhio tumefatto, due denti scheggiati e una prima prognosi di 14 giorni. «Al pronto soccorso c'è finita anche la donna: non so niente del suo referto, se ha fatto denuncia ai Carabinieri, che nel frattempo erano intervenuti, o altro. So che piangeva e che era terrorizzata: mi ha ringraziato, ma quello che ho fatto mi è sembrato il minimo visto quanto era accaduto. Nessuna persona indifesa va sfiorata. Eppure ho notato solo indifferenza o forse paura ad intervenire, fra i tanti che hanno assistito a quella scena disgustosa. Anzi, un amico dell'aggressore è venuto a sua volta a insultarmi, subito dopo aver subito il pugno, e siamo venuti a contatto. Il fatto, poi, che i miei figli abbiano dovuto vedere il loro padre prendere un pugno in faccia, mi fa stare male: erano spaventati, piangevano. Non è stato semplice spiegare loro cosa era successo. Se farò denuncia? Già fatta».
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