La manifestazione
Ecco come nacque Forte dei Marmi
In “Francé uomo di palude” Paolo Fortini racconta la Versilia meno nota
FORTE DEI MARMI. Si parla molto e da mesi della Versilia cinquecentesca del Lodo di Papa Leone X de' Medici, ma molto meno di un'altra storia, quella del popolino minuto e per di più di quanti abitavano a quei tempi la Vaiana, terra di confine delle aree paludose della Marina. «Nessuno doveva entrare nella macchia, né tantomeno oltrepassarla, per nessuna ragione. Di là c'era la palude e non c'era anima viva che osasse disubbidire agli ordini». Inizia così “Francè uomo di palude” il nuovo libro di Paolo Fortini, personaggio notissimo al Forte e per anni collaboratore dei giornali locali; romanzo in vendita all'edicola di piazza Garibaldi e alla "Stanza dei bambini".
«Dagli storici che si sono occupati delle vicende della Versilia - spiega Fortini - abbiamo appreso che Forte ha avuto origine prima di tutto dalla Vaiana e poi dalla Caranna, allora facenti parte del Capitanato di Pietrasanta. Partendo da tali notizie ho tirato giù questo romanzo ambientato nella seconda metà del XVI secolo, immaginando una Vaiana già sviluppata, forse più di quanto non lo fosse in realtà, a partire dall'arrivo di Francesco Di Carlo, il personaggio principale sul quale il libro si dipana».
“Francè uomo di palude” è un romanzo storico dedicato alla vita dei contadini della nostra Vaiana, alle loro paure, superstizioni, gioie e ai dolori di uomini e donne che furono i primissimi abitanti di quella che sarebbe diventata poi Forte. Narrando le avventure di Francesco che viveva nel bosco ai margini della palude Fortini ci racconta in maniera fluida e gradevole la trasformazione che quel piccolo centro subì proprio volontà dell'uomo giunto dalla palude, un personaggio pronto a svelare arcani e misteri che lo porteranno a far nascere anche l'altra frazione, ancor più vicina ai luoghi insalubri della costa, la Caranna. Una pagina dietro l'altra, scorrono così le immagini di una Versilia cinquecentesca, ben diversa dai fasti medicei e dai grandi personaggi, ma dove al lavoro nei campi si alternano delitti e amori, vendette e persecuzioni e finanche le razzie dei pirati costieri sui loro sciabecchi in un alternarsi di vicende che prendono il lettore per mano e lo conducono alla parola "fine".
Franco A. Calotti
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