Gioco
Soltanto i clienti dei bagni potranno cenare in spiaggia
La liberalizzazione annunciata dal governo Monti è rimasta sulla carta Ma la Regione potrebbe modificare ancora la normativa sui punti ristoro
PIETRASANTA. Cenare su spiaggia? Sì, a patto che il commensale di turno sia cliente dello stabilimento balneare. In caso contrario il “frittino di mare” degustato con il rumore delle onde sullo sfondo e la brezza ad inebriare l'ambiente, resterà puro esercizio di immaginazione.
In poche parole a colpi di decreti si smontano certezze, che con il trascorrere del tempo, diventano molto presunte. Riassunto delle puntate precedenti: l'ex premier Monti dispone, nel contesto di una liberalizzazione spinta a 360 gradi, il via libera anche ai non clienti degli stabilimenti a pranzare e cenare su spiaggia. Poi, appunto, un decreto successivo blocca il tutto e rimanda la questione alla Regione. «Legiferate voi e buona fortuna» è la missiva che arriva Roma. E la Regione ha poi legiferato? Ad oggi no: di conseguenza si torna punto e a capo. I bagni potranno accogliere nei loro bar e ristoranti solamente i propri clienti. Fatta eccezione, ovvio, per quei concessionari che portano in dote, lungo il litorale marinello, anche la licenza di ristorante a tutti gli effetti. Quanti sono? Pochi, forse si contano sulle dita di una mano.
«Ad oggi la situazione sta in questi termini: per i non clienti dei bagni, non è prevista la somministrazione, normativa alla mano, di cibi e bevande. E i concessionari, di conseguenza, devono adeguarsi» certifica il vice-sindaco Luca Mori. Ma il gesto di esultanza del ristoratore-canonico di turno potrebbe essere di effimera durata. «In effetti, a breve, ci potrebbero essere novità importanti su questo fronte: visto che la Regione, chiamata a dare indicazioni, sta valutando una modifica alla normativa che consentirebbe il via libera a clienti e non clienti. Resta da capire la tempistica di questo provvedimento».
In sostanza se la Regione dà gambe a questa stessa modifica nel breve volgere di poche settimane, ecco che i ristoranti dei bagni, là dove sono presenti i requisiti igienico-sanitari di legge, già a partire dalla prossima stagione balneare saranno uguali in tutto e per tutto alle altre attività di ristoro. In caso contrario se ne riparlerà fra un anno, fatti salvi nuovi, e non improbabili, decreti. «Sono assolutamente favorevole alla liberalizzazione - evidenzia Mori - senza alcun vincolo di sorta, fermo restando il rispetto di ogni prescrizione: nessuna posizione dominante o penalizzante, per intendersi. A mio avviso i ristoranti dei bagni, se strutturati e in regola con le cucine e le norme igienico-sanitarie, hanno il diritto di proporsi a tutti i potenziali clienti. Premesso questo, a decidere è la Regione: sarebbe opportuno una presa di posizione in tempi rapidi in modo da avere un quadro chiaro prima dell'inizio della stagione».
Luca Basile
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
