Sicurezza
Contrordine: le tasse saranno aumentate
Il diktat della Corte dei Conti non potrà essere aggirato per evitare il peggio servirà una manovra lacrime e sangue
PIETRASANTA. Per i pietrasantini, alla voce tasse, il 2013 sarà un anno ancora più oneroso e complicato di quello appena andato agli archivi. La giunta Lombardi sta infatti pensando ad una manovra per cuori forti nel prossimo bilancio di previsione dopo che la Corte dei Conti - come anticipato dal nostro giornale nei giorni scorsi - ha ribadito il no al ripianamento del buco di bilancio di 7 milioni e mezzo di euro attingendo dalla vendita dei beni comunali, così come ipotizzato nel consuntivo 2011. Il sindaco Domenico Lombardi, per il momento, non parla: lo farà, però, nelle prossime settimane, in piazza, durante un comizio dove spiegherà ai cittadini e alle imprese il perché di questo ulteriore prelievo dal portafoglio di famiglie e imprese dopo che non più tardi di 2 settimane fa lo stesso assessore al bilancio, Daniela Ferrieri, aveva ribadito che «non ci sarebbe stato alcun aumento di Imu, tassa sui rifiuti e quant'altro». Nel frattempo però, come detto, gli scenari normativi sono cambiati e il sindaco, martedì scorso a Lucca, ha ascoltato con una certa rassegnazione i dettami della Corte dei Conti: «entro il 14 giugno presentateci un piano di rientro, su base quanto meno biennale, dell'attuale disavanzo». Piano di rientro che passa, appunto, attraverso l'aumento delle tasse, il taglio di servizi importanti per la comunità, il blocco delle assunzioni e quant'altro.
Se lo stesso piano sarà ritenuto credibile dalla Corte dei Conti, allora Lombardi&C. avranno un minimo di margine di manovra politica, in caso contrario le alternative saranno due: accedere ai fondi di riequilibrio - una sorta di pre-dissesto guidato dell'Ente con molti vincoli e tasse e imposte spinte, quasi, al massimo - o ancora le dimissioni in blocco dell'attuale maggioranza e la consegna della città al commissario. Opzione che però Lombardi rigetta con decisione: l'idea di fuggire dalla nave a rischio naufragio, al momento non è presa in considerazione. Anche perché, come sostengono da tempo a palazzo, l'attuale maggioranza ha chiuso per 3 anni consecutivi, con saldi in attivo, i propri bilanci di competenza: il “male” da scontare resta quindi quello legato ai 10 milioni - poi ridotti a 7 milioni e 400 mila grazie a tutta una serie di vendite e razionalizzazioni di spese - ereditati dalla precedente gestione amministrativa - era Mallegni - e su cui sta indagando, da tempo, la Procura della Corte dei Conti. Indagini per appurare le responsabilità di un buco che rischia di fare saltare il banco di casa di troppe famiglie pietrasantine.
Luca Basile
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