Sicurezza
Vie legali per la Yacht Sistem
Dopo l’aggressione al sindacalista i lavoratori hanno deciso così
VIAREGGIO. I lavoratori della Yacht Sistem di Bozzano «intendono procedere legalmente al recupero crediti» nei confronti dell’azienda e «la Cgil li assisterà in questa direzione». Lo rende noto Gabriele Ciucci, sindacalista della Fillea-Cgil provinciale. Ciucci era presente alla trattativa, in Camera del lavoro venerdì scorso, quando Piero Calsabianca (e non Calzabianca come nella nota diffusa dal segretario versiliese della Cgil, Paolo Bruni) - contabile dell’azienda e padre del socio della stessa, Domenico - ha puntato alla gola un coltello a Roberto Canale, segretario generale della Fillea-Cgil di La Spezia. Il quale, questa mattina, formalizzerà la denuncia per l’aggressione subita. Denuncia già presentata da Paolo Bruni al commissariato di Viareggio. Il segretario della Camera del lavoro ha anche mandato una lettera ai carabinieri, ricostruendo punto per punto la vicenda (coltello compreso) e chiedendo sorveglianza per la sede sindacale.
A negare la presenza del coltello, pur in presenza di un’aggressione in sede di trattativa per ottenere le spettanze della cassaintegrazione dovute ai lavoratori d alcuni mesi, è stato Marcello Umbre, amministratore delegato dell’azienda: «L’accordo raggiunto - precisa Gabriele Ciucci - faceva parte di una preintesa cui aveva contribuito anche il consulente commerciale della ditta. La sottoscrizione da parte di Umbre dell’aggressione subita da Canale è l’unica cosa che rimarrà in piedi. In quanto i lavoratori intendono procedere legalmente» per recuperare le spettanza dovute. Le Cgil di Viareggio e di La Spezia, conclude Ciucci, «avvieranno iniziative politiche e giudiziarie congiunte».
Dal canto suo Roberto Natale precisa che la telefonata ricevuta sabato mattina, all’indomani dell’aggressione, «non è arrivata da Domenico Calsabianca, ma dallo stesso Marcello Umbre, che voleva avere notizia su come stavo».
Nel corso della giornata di oggi, sono attesi nuovi interventi della Cgil sulla vicenda che ha dell’incredibile. Non solo per quanto accaduto, ma per il fatto in sé che qualcuno possa arrivare a sedersi ad un tavolo di trattativa sindacale portando in tasca un’arma.
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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