Vietata la balneazione nella zona di Motrone
Presenza eccessiva di colibatteri fecali: torna l’emergenza sul litorale di Marina L’assessore Viti: sorpresi, abbiamo monitorato la situazione per tutto l’inverno
MARINA. Divieto di balneazione: torna l’incubo a Marina. E così mentre gli stabilimenti si preparano ad accogliere - quanto meno questo è l’auspicio - i primi turisti con il varo ufficiale della stagione, previsto a partire dal primo maggio, un’ordinanza sindacale risalente a due giorni fa, certifica la non balneabilità di uno specchio d’acqua nei pressi di Motrone. In realtà la situazione, stante le rilevazioni dell’Arpat di mercoledì scorso, sembrava ancora peggiore. Vietando la balneabilità «dal bagno Fortuna fino al confine con Lido di Camaiore e ancora - come si legge nella stessa ordinanza - alla foce del fosso Fiumetto. Considerato che la situazione accertata dall’Arpat, se confermata con successivi controlli, può rappresentare un grave pericolo per l’igiene e l’incolumità e la salute dei bagnanti si ordina la non balneazione in questi tratti». Situazione, dicevamo, però ridimensionata dagli esiti delle analisi, molto più confortanti, rese note ieri mattina. «Il divieto resta solamente dallo stabilimento balneare Fortuna al fosso di Motrone, mentre è stato revocato nelle altre zone. Il problema si lega ad una presenza di colibatteri oltre i parametri di legge - afferma l’assessore all’ambiente Italo Viti - Di certo, dopo l’attenta opera di monitoraggio eseguita durante la stagione invernale, le procedure di accertamento presso eventuali punti inquinanti e i confronti con tutti gli enti di riferimento, restiamo stupiti per i risultati di questi campionamenti. Le causa scatenanti alla base del divieto? Probabilmente le forti precipitazioni delle ultime settimane, l’eccessiva gettata d’acqua da parte delle idrovore nei fossi e forse altre situazioni che sono oggetto, proprio in questi giorni, di approfondimento. Riteniamo che già dalla prossima settimana sarà revocato il divieto anche nell’ultimo tratto oggetto di ordinanza, ma è quasi superfluo dire che siamo di fronte a problematiche che mai avremmo voluto di nuovo affrontare. Anche se in questo caso, a differenza della scorsa estate, la stagione balneare non è ancora cominciata e quindi ci sono tutte le premesse per affrontare e risolvere, in tempi brevi, quanto emerso». Già, ma vai poi a spiegarlo ai balneari e all’associazione di categoria che proprio un anno fa, era giugno, videro finire nel mirino di giornali e televisioni Marina di Pietrasanta per analogo divieto nella stessa “pozza d’acqua” - per intendersi nei pressi del fosso Fiumetto - con stop ai tuffi lungo l’arco di 200 metri e in corrispondenza di 8 stabilimenti. Balneari che, giustamente preoccupati e altrettanto giustamente tracimanti d’ira, intimarono un “mai più” a Comune e compagnia cantante. È andata, purtroppo, in altro modo, anche se sarebbe sbagliato generalizzare sullo stato salute del litorale marinello, viste le dimensioni ridotte della problematica. Detto questo il campionamento incriminato scatenerà, da facili previsioni, nuove polemiche e richieste di spiegazioni: il tutto proprio all’albore della nuova stagione. Nel frattempo alcuni turisti stranieri, che definire incauti è poco, nei giorni scorsi approfittando del primo solleone, si sono tuffati addirittura nel fosso del Fiumetto, là dove solo poche settimane fa sono state rinvenute morte diverse anatre.
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