Il Tirreno

Versilia

Pioppogatto, Vera ai Comuni: pagate

di Donatella Francesconi
Pioppogatto, Vera ai Comuni: pagate

La società che gestisce l’impianto chiede che siano onorate le fatture: quelle da saldare e quelle che arriveranno

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VIAREGGIO. Cosa serve perché l’accordo sindacale del 29 marzo, siglato al tavolo della Prefettura, diventi realtà e certezza per i lavoratori in cassaintegrazione e per i cittadini della Versilia, che attendono una riduzione del costo di smaltimento dei rifiuti? Apparentemente niente, nei fatti tutto.

Lo spiega bene Versilia ambiente (Vera), la società nata da Sea risorse e Sea ambiente per subentrare a Tev/Veolia, la multinazionale francese che gestiva Falscaia e Pioppogatto fino a che, nell’estate scorsa, ha lasciato l’Italia. “Vera” il 17 aprile ha scritto a Provincia, Ato Toscana Costa, Prefetto: «Vale ricordare le condizioni che devono realizzarsi al fine di poter dare compiutamente attuazione agli accordi». A cominciare dal fatto che «deve essere eseguito il pagamento delle fatture già scadute, emessa da “Vera”, e deve essere garantito per il futuro, il regolare pagamento delle fatture che saranno emesse». Il messaggio è diretto ai Comuni della Versilia.

Ma non è finita qui. Versilia ambiente, per firma dell’amministratore delegato Francesco Garruto, precisa che «devono essere autorizzati e finanziati gli interventi necessari per garantire lo svolgimento delle lavorazioni senza soluzione di continuità. E deve essere garantita la copertura finanziaria dei maggiori costi ed oneri derivanti dalla internalizzazione delle attività di custodia dell’impianto di Pioppogatto». Inoltre, continua Garruto, «devono essere garantiti i flussi di rifiuti, così come da programmazione di Ato Toscana Costa, per il conferimento di 125mila tonnellate l’anno».

Infine, per quanto riguarda il personale, «devono essere individuate le mansioni presenti fra il personale ex Tev/Veolia attualmente in cassaintegrazione, al fine di definire i criteri per le assunzioni di venti lavoratori, con rotazione su 25, da impiegarsi nelle lavorazioni dell’impianto in relazione alle esigenze tecniche produttive aziendali». In questo senso «sono stati completati i colloqui e l’esame dei curricula del personale ex Tev/Veolia per identificare le professionalità esistenti in relazione alle necessità».

Insomma, per far funzionare l’impianto come previsto dall’accordo serve un bel pacchetto di oneri finanziari che i Comuni dovranno assumersi. Gli stessi Comuni che, al momento, non hanno mai deliberato la partecipazione all’anticipo di un milione e 200mila euro per far diventare realtà il “Piano Favoino” da 5 milioni di euro in totale. La domanda è inevitabile: Pioppogatto ripartirà mai davvero a pieno regime?

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