Il Tirreno

Versilia

Pd, molla anche Corsetti: dimissioni dopo il voto

di Donatella Francesconi
Pd, molla anche Corsetti: dimissioni dopo il voto

Il segretario della Federazione versiliese si sfoga dopo le vicende nazionali: «Non posso stare in un partito dove non ci si può fidare di nessuno»

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VIAREGGIO. «Mi sento un segretario dimesso...». Alberto Corsetti, alla guida del Partito democratico versiliese, parla così nel sabato mattina che traghetterà il Pd nazionale verso la “zattera” di salvezza dell’elezione di Napolitano per il secondo mandato. «Non ho più nessuna intenzione di restare in un partito dove non ci si può fidare di nessuno», aggiunge Corsetti. Specificando di restare in sella, per il momento, solo perché a Viareggio si vota ed il passaggio non è certo dei più facili.

«Dovevamo sganciarci dal governo Monti a luglio, dovevamo prendere 5 punti in più come coalizione, alle elezioni. Questi - prosegue Corsetti - sono gli unici due dati oggettivi che sono riuscito ad analizzare, senza rischiare di dovermi guardare "C'è posta per te" o "Amici", per capire meglio in che razza di situazione ci stavamo infilando. Poi pensavamo che a Bersani sarebbe spettato di provare a fare un governo e giù schiaffi prima dai grillini in streaming e poi da Napolitano che ha optato per i 10 saggi».

Alla fine - ricostruisce Corsetti - «tutto sembrava si giocasse sul nome di Rodotà, un caro compagno molto preparato e improvvisamente diventato di moda in tutte le salse. Io l'ho pure conosciuto come Presidente del PdS, sarebbe stata una scelta ragionevole, ma non credevo che fosse così apprezzato nel nostro bel Paese. Mi fa molto piacere. Alla fine, però, con un colpo di reni il Pd, in una bella mattinata romana, esce con la proposta acclamata all'unanimità da tutti gli elettori del Presidente della Repubblica: proponiamo Romano Prodi. Non sapevamo che non erano proprio tutti e che diversi, tanti, volevano invece provare l'ebbrezza del cecchino o del franco tiratore».

La conclusione della storia, così come la racconta Corsetti e come l’abbiamo tutti vissuta in questi giorni è più amara che amara non ce n’è: «Grillo i ha annunciato trionfalmente: “è ufficiale Bersani si è dimesso” e giù grida di gioia, urla e insulti. Caro Beppe, non siete stati voi a mandare a casa il segretario del Pd. Come al solito, siamo stati noi del Pd».

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