Il Tirreno

Versilia

Caccia a chi non ha pagato il ticket al pronto soccorso

di Matteo Tuccini

Partono le prime 400 lettere per la riscossione degli arretrati dei casi non gravi Si va dai 25 ai 60 euro, a seconda degli accertamenti a cui si è stati sottoposti

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VIAREGGIO. Parte la caccia a chi non ha pagato il ticket al pronto soccorso. Nei prossimi giorni arriveranno le prime 400 lettere a casa degli utenti che, dopo essersi recati all’ospedale Versilia per casi ritenuti urgenti, sono stati giudicati non gravi dal medico di turno. Di conseguenza, dovevano pagare la prestazione.

Loro, però, se ne sono andati senza... saldare il conto. Che va da un minimo di 25 euro a un massimo di 50, più gli eventuali 10 euro di contributo per la tristemente nota “digitalizzazione” del referto. La cifra totale del ticket, infatti, dipende da che tipo di accertamenti sono stati eseguiti in reparto.

Chi non lo paga mai. È importante chiarire - anche perché spesso si fa confusione - che dal pagamento del ticket sono esclusi a priori tutti i casi gravi. Non pagano nulla, quindi, i codici rossi (i peggiori), i gialli e verdi. E sempre esenti sono anche coloro che già non pagano visite ed esami per motivi di reddito o patologia, e i ragazzi di età inferiore a 14 anni. Visita gratis anche per i pazienti dimessi dal pronto soccorso con codice di priorità bianco ed azzurro se si tratta di avvelenamenti acuti, traumi (che sfocino in una sutura o un’immobilizzazione), necessità di un breve periodo di osservazione nel pronto soccorso, o comunque all’interno dell’ospedale. Il resto degli utenti, quelli insomma che stanno benone - almeno secondo il medico - sono tenuti a pagare il ticket. Altra precisazione: il codice di riferimento è quello di “uscita”. Può capitare, infatti, che una persona arrivi in pronto soccorso in una situazione sotto controllo, ma che - dopo gli accertamenti - si evidenzino delle problematiche particolari. E quindi non si può certo chiederle di versare il ticket.

Valanga di evasori. Secondo una prima stima dell’Asl, sono migliaia gli evasori del pronto soccorso. Si pensa, infatti, che serviranno dalle 300 alle 400 lettere al mese, da qui alle prossime settimane, per tentare di recuperare tutti i crediti arretrati. Dati che non sorprendono, considerato l’assalto quotidiano - talvolta immotivato - all’ospedale. Dall’azienda sanitaria si garantisce che non c’è una volontà persecutoria: i motivi per cui non si paga - leggi box accanto - sono vari e non sempre maliziosi. In fondo, si tratta di cifre non elevate. Ma resta il fatto che l’Asl, così come indicato da una direttiva della Regione, è tenuta a recuperare i crediti. Sia per una questione di giustizia - non è corretto scaricare sugli altri cittadini l’eventuale abuso del pronto soccorso - sia perché, a conti fatti, un lavoro di recupero efficiente può portare qualche soldo in più in cassa. In un sistema sanitario che ormai sta attento agli spiccioli, l’Asl non può più permettersi di ignorare il fenomeno.

Le modalità. A casa dell’utente arriverà un foglio in cui si spiegano le motivazioni della richiesta, e un bollettino postale con la cifra da versare. L’avviso è bonario: non ci sono spese aggiuntive, a parte quella del bollettino. Secondo quanto risulta al Tirreno, l’idea è di dare 30 giorni di tempo al cittadino per saldare il proprio debito. È chiaro, tuttavia, che chi fa orecchie da mercante rischia di passare da una cifra di 25 euro a una superiore. L’Asl, infatti, trasformerà il suo avviso in cartella esattoriale: così avviene per tutti i recuperi crediti dovuti a prestazioni sanitarie. Insomma: se non paghi, ti tocca Equitalia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

@matteotuccini

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