Il Tirreno

Versilia

Morelli: idea sabbiodotto per la sicurezza del porto

di Donatella Francesconi

Parla per la prima volta il segretario della Port Authority nominato dalla Regione «Ecco cosa penso su asse di penetrazione, concessioni e mercato ittico»

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VIAREGGIO. Primo, mettere in sicurezza il porto. Eccolo qua, Fabrizio Morelli, 53 anni, ingegnere, dirigente della Regione, livornese di scoglio e segretario dell’Autorità portuale. Eccolo qua, “governatore” di un pezzo di città che con la città stessa si fonde e fa tutt’uno: «Venuto a Viareggio con entusiasmo», è la frase d’esordio che - di questi tempi - è merce rara.

Mettere in sicurezza il porto, dice? E da dove si inizia?

«Dal lavorare per rendere agibili ingresso e uscita dal porto, riuscendo a superare anche quella condizione psicologica che il dragaggio non costituisce più un problema costante. In questo senso stiamo valutando le possibili soluzioni».

Insomma, c’era una volta il sabbiodotto...

«Ripeto: stiamo valutando tute le possibili soluzioni per avere un’attività di escavo un po’ continua nel tempo. Anche perché negli affidamenti delle gare l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Tra le valutazioni in corso anche quelle relative agli aspetti tecnici delle apparecchiature ancora esistenti».

Tempi, sede, personale: a che punto siamo e quando sarà del tutto operativa l’Autorità portuale che a maggio compie un anno dalla legge istitutiva?

«L’Autorità avrà sede a Viareggio, come previsto dalle legge regionale, sul Lungocanale dove oggi ci sono gli uffici del Demanio portuale. L’immobile è di proprietà della Regione e stiamo attendendo la conversione del comodato d’uso che oggi è a favore del Comune. Per quanto riguarda il personale, l’Autorità si avvarrà di quello in servizio presso i Comuni, con la forma del “comando”. Il pagamento sarà effettuato con i fondi regionali che saranno “girati” ai Comuni. Per quanto riguarda l’iter burocratico, il 9 aprile - con decreto del presidente della Regione - sono stati formalmente costituiti i Comitati portuali. Inoltre, stiamo terminando la nomina del collegio dei revisori. Un passaggio, questo, che chiuderà il cerchio formale della costituzione dell’Autorità e porterà al formale passaggio delle competenze al nuove ente».

Dunque, quando vedremo il primo atto firmato Morelli?

«Direi entro fine maggio. Dobbiamo attendere la costituzione di fatto di tutti gli organi dell’Autorità. Il primo passaggio importante è arrivare alla composizione delle commissioni consultive, elemento cerniera tra ente e mondo del lavoro».

Torniamo sul concreto, con un esempio: quello dei problemi avuti quest’anno dagli organizzatori della prestigiosa Regata dei cetacei. Per ottenere i sospirati posti barca in vista dell’edizione 2014 a chi si dovranno rivolgere ora?

«Per il momento, direi sia alla Capitaneria che all’Autorità portuale. Per l’anno prossimo, però, potremo avere una disciplina di questa regolamentazione, deliberata dal Comitato portuale. Tra i primi atti dell’Autorità c’è la necessità di redigere indirizzi e criteri per la gestione del Demanio ed il rilascio delle concessioni. Sarà poi importante arrivare a disciplinare, con un apposito regolamento, l’uso delle aree portuali comuni».

Piano regolatore portuale: è datato 2007 e nel frattempo il mondo è cambiato mentre gli interventi previsti sono rimasti fermi al palo. Che fare del provvedimento è la domanda sospesa sul porto...

«Io credo che sia necessario prima di tutto cercare di dare attuazione al Piano esistente, dando attuazione ad alcune scelte parallelamente ad uno studio in merito alla sua rivisitazione. Un passaggio che mi auguro possa essere il più partecipato possibile».

Va considerato che anche il Piano regolatore portuale fa i conti con la crisi...

«Sicuramente la situazione contingente è difficile. Il mio compio è dare attuazione agli investimenti individuati dalla regione per Viareggio. E, contemporaneamente, mettere insieme tutte quelle azioni per individuare le esigenze nuove».

Una delle preoccupazioni delle politica tutta, al momento della discussione sulla legge istitutiva, era che il Comune finisse per essere privato del diritto di parole e di progettazione in materia di urbanistica, ancor più in una città che è un tutt’uno col suo porto. Un esempio è l’asse di penetrazione: coma andrà a finire?

«Ho percorso l’itinerario individuato nel rapporto con la Regione, quello a Sud dello stadio. E l’ho fatto con un occhio a tutti gli equilibri dell’intervento. Io credo che l’intervento rappresenti un elemento fondamentale e che il ruolo dell’amministrazione comunale sia centrale. Il tracciato, tra l’altro, si sviluppa per la quasi totalità fuori dall’ambito portuale. E lo stesso Piano regolatore portuale è previsto abbia coerenza con gli strumenti di pianificazione del Comune. Insomma, si va avanti...».

Un ultimo passaggio concreto: il nuovo mercato ittico, al momento con i lavori fermi. Chi lo finisce: l’Autorità o il Comune?

«Lo termina il Comune. Che ha disposto una perizia per un nuovo affidamento dei lavori interrotti per difficoltà d’impresa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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