Italia
False ricevute per la truffa
Ex dipendente dell’Agenzia delle Entrate a processo: scomparsi oltre 7000 euro
VIAREGGIO. Aveva promesso a un’imprenditrice di occuparsi del pagamento delle sue imposte. Ma quel dipendente dell’Agenzia delle Entrate, secondo l’accusa assieme a un consulente del lavoro massese ma residente a Viareggio, alla fine avrebbe fatto sparire almeno 1600 euro annui per il periodo dal 2003 al 2007. Alla fine la donna - dopo aver visto arrivare alcun cartelle esattoriali - ha deciso di sporgere denuncia. Ad assisterla c’è l’avvocato Marco Dalle Mura. Secondo le indagini effettuate dalla procura il dipendente dell’agenzia delle Entrate (nel frattempo è stato sospeso dal servizio) avrebbe anche utilizzato timbri e materiali informatici per creare false ricevute di pagamento per le dichiarazioni dei redditi della donna.
A finire a processo di fronte al giudice monocratico Nidia Genovese del tribunale di Viareggio, dopo la denuncia dell’imprenditrice di origine olandese, è stato Domenico Fiumanò, 57 anni. Per lui le accuse sono di truffa e falso in atti pubblici. Durante le indagini l’uomo ha chiamato in causa anche un consulente del lavoro di origini massesi Norberto Dell’Amico: anch’egli ora deve rispondere delle stesse accuse.
Nelle ultime udienze sono sfilati in aula diversi testimoni, tra i quali c’è anche l’ex direttrice dell’Agenzia delle Entrate (l’ente è parte lesa nel processo) che ha confermato che alcune delle “false ricevute” di versamento sono state create utilizzando strumentazioni in uso agli uffici di Viareggio. E che sulle stesse ricevute appare il codice identificativo del Fiumanò. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe offerto all’imprenditrice di occuparsi dei suoi tributi. La donna si è fidata perché lo conosceva da tempo e per il suo ruolo all’interno dell’Agenzia. Quando la donna ha scoperto che qualcosa non andava Fiumanò ha chiamato in causa Dell’Amico (difeso dall’avvocato CristianoMorescalchi, mentre il legale Giacomo Fabbri tutela Fiumanò) affermando che era lui a occuparsi della gestione dei documenti. Ma per la difesa di Dell’Amico non c’era alcun legame tra i due.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google