Sicurezza
Condanna a 6 anni per il fratello del boss
Giuseppe Musumeci era accusato per tre rapine messe a segno nel giro di un mese nel centro di Viareggio
VIAREGGIO. Tre rapine messe a segno in meno di un mese. E per uno degli autori dei colpi ieri, di fronte al gup Riccardo Nerucci è arrivata una condanna a sei anni e sei mesi.
La condanna - arrivata con il rito abbreviato di fronte al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lucca - riguarda Giuseppe Musumeci, 60 anni, originario di Catania ma residente in Versilia.
L’uomo doveva rispondere di una serie di rapine avvenute nel corso del 2012 e per le quali era stato arrestato - assieme a un sospetto complice - dai carabinieri di Viareggio. Un altro malvivente era stato denunciato a piede libero perché ritenuto membro della banda.
A tradire i due banditi arrestati era stato l'ultimo dei tre colpi loro attribuiti: quello al punto scommesse della Snai di via Rosmini. In quella circostanza, infatti, la rapina si concluse male. Non solo non fruttò neppure un euro, ma l'autore materiale - che non era il Musumeci, bensì Rocco Mazzotta- ebbe una colluttazione con il titolare della sala scommesse e perse sia il passamontagna con il quale si copriva il viso che la pistola giocattolo utilizzata per intimorire i presenti. Il tutto di fronte alle telecamere a circuito chiuso dell'impianto di videosorveglianza che ripresero ogni dettaglio della scena.
Proprio partendo dai fotogrammi di quella rapina fallita, i carabinieri del nucleo operativo di Viareggio hanno cominciato a sistemare i vari tasselli del puzzle. E raccogliere prove che potessero inchiodare i banditi alle loro responsabilità. Grazie così ad un certosino lavoro di riconoscimenti fotografici, intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, i militari hanno raccolto una serie di prove in base alle quali sono scattate le due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Musumeci e Mazzotta.
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