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Pioppogatto, la Provincia bacchetta i Comuni

Pioppogatto, la Provincia bacchetta i Comuni

All’incontro in Prefettura del 29 marzo si è arrivati senza il prezzo per il conferimento dei rifiuti

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VIAREGGIO. Quel “pasticciaccio brutto” della vicenda Pioppogatto si arricchisce di nuovi colpi di scena, con scambi reciproci di accuse tra Comuni della Versilia e Provincia, con girone di ritorno. Nel rispondere all’ennesimo appello dei lavoratori ancora in cassaintegrazione (circa 25) l’assessore Maura Cavallaro, in una nota ufficiale, racconta che al tavolo dell’accordo del 29 marzo in Prefettura - quello stesso che tutto avrebbe dovuto risolvere - si arrivò con un pezzo mancante: «Dopo che le amministrazioni che porteranno i rifiuti a Pioppogatto hanno sollevato la questione del prezzo, il 7 febbraio - scrive Cavallaro - abbiamo indetto una riunione sollecitando il Cav alla definizione dei costi di conferimento. Inoltre, per mezzo comunicazioni scritte, sono state più volte date indicazioni alle aziende di gestione rifiuti ed a Ver.A. (gestore di Pioppogatto) della inderogabile necessità che i loro rifiuti fossero conferiti a Pioppogatto in base alle definizioni dei flussi predisposti dall'Ato Costa e concordati con le Province sede di discariche. Una volta arrivata la risposta sul prezzo di conferimento da parte di cav, il 3 aprile scorso, il successivo 11 aprile abbiamo ulteriormente ricordato ai Comuni l'obbligatorietà di conferire presso tale impianto i rifiuti solidi urbani non differenziati raccolti ognuno sul territorio di propria competenza».

Insomma, il 29 marzo, in Prefettura mancava il piccolo “particolare” del prezzo di conferimento. Risolto solo ad aprile inoltrato. Cosa manca perché i rifiuti extra Versilia varchino la porta di Pioppogatto consentendo la riassunzione dei lavoratori e la definizione della tariffa più bassa? «È una situazione - risponde l’assessore provinciale Francesco bambini - nella quale dobbiamo vigilare ogni giorno, stando con il fiato sul colo agli enti. Bisognerebbe che si capisse come se ci si prende una responsabilità, va portata in fondo. A questi lavoratori dobbiamo dare risposta».

Intanto, però, l’unica voce che resta muta in questa vicenda è quella del presidente di Cav, Umbero Buratti. Chiamato a rispondere anche ad una criptica, ma nemmeno troppo, affermazione dell’assessore provinciale Cavallaro: «Per quanto concerne la definizione del cosiddetto “Progetto Favoino”, "la Provincia - spiega Cavallaro - ha proposto di inserirlo nel Piano interprovinciale di gestione rifiuti, accogliendo, in questo modo, le richieste sia dei sindaci, sia dei cittadini, che evidenziavano la volontà di trasformare Pioppogatto in un impianto di qualità ed eccellenza, obiettivo condiviso dall'amministrazione provinciale. L'incarico per approntare tale progetto (necessario a definire funzionalmente l'intervento innovativo), però, non spetta alla Provincia, alla quale compete il compito di farsi portavoce in sede di definizione del più generale Piano Interprovinciale». A chi spetta, allora? Ai Comuni? Che non avrebbero pagato? Qualcuno dovrà spiegare una volta per tutte come stanno le cose... (d.f.)

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