Il Tirreno

Versilia

Festival Pucciniano, i revisori dei conti vedono nerissimo

di Donatella Francesconi
Festival Pucciniano, i revisori dei conti vedono nerissimo

La relazione: patrimonio completamente eroso dalle perdite Martedì l’incontro con il commissario prefettizio

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TORRE DEL LAGO. Signori, si scende. Dalle stelle dell’inaugurazione del nuovo teatro della lirica, nel 2008, e relativi sogni di gloria alle stalle di un consiglio di indirizzo, ieri pomeriggio, con una relazione dei revisori che lascia poche speranze. Descrivendo una Fondazione Festival pucciniano dal «patrimonio ad oggi completamente eroso dalle perdite sopportate in questi ultimi anni». Per martedì prossimo è fissato l’incontro, tanto atteso, con il commissario prefettizio Domenico Mannino. Che sui finanziamenti al Festival lirico ha un po’ puntato i piedi, sostenendo la teoria che è arrivato il milione della legge speciale e dunque la partita è chiusa. Peccato che quei finanziamenti non possano essere utilizzati per tappare i buchi, come si dice. Ma per mettere in campo le azioni di rilancio della manifestazione.

Manifestazione che, per l’edizione 2013, è a serio rischio. Così come lo era stata lo scorso anno, con una stagione realizzata all’ultimo tuffo. Ma da lì in poi - a differenza di quanto accade oggi - il mondo della politica locale si strinse intorno al Festival e alla Fondazione. Oltre all’intesa sulla legge, arrivò la decisione (con tanto di delibera di Giunta) dell’amministrazione Lunardini di patrimonializzare la Fondazione in riva al lago, passandogli una serie di beni collocati nella zona del teatro. L’operazione non si è mai conclusa, perché l’amministrazione del commissario Mannino non ha ritenuto di dover dare seguito agli accordi. I motivi restano sconosciuti, mentre noti sono i danni che la mancata azione ha prodotto. I revisori dei conti, nel sostenere con forza la necessità di questo passaggio, mettono nero su bianco che «solo una volta soddisfatta questa condizione si potrà continuare nella programmazione della futura attività dell’Ente». Dove per “futura attività” si intende, inevitabilmente, anche la stagione lirica alle porte. «Dalla fine dell’edizione 2012 - continua la relazione dei revisori della Fondazione - non si sono verificate situazioni tali da mettere la Fondazione nelle condizioni di poter svolgere l’attività».

La situazione economica della Fondazione porta i revisori dei conti a dichiarare che «a giudizio del collegio ricorrono profili di responsabilità degli organi gestori verso i creditori per quanto riguarda le obbligazioni assunte in costanza di un fondo di dotazione insufficiente».

Detto ciò «si rende necessaria la presa di posizione degli Enti partecipanti alla Fondazione». Se tale presa di posizione non vi fosse «ogni ritardo nell’attuare la ricapitalizzazione già peraltro valutata dal socio di riferimento (il Comune, ndr)» porta come conseguenza quando previsto dal codice civile. Ovvero la valutazione dell’estinzione della Fondazione stessa, se impossibilitata al raggiungimento degli scopi istituzionali. O alla trasformazione della Fondazione. «In mancanza di serie e fondate assunzioni di impegno da parte dei partecipanti della Fondazione - scrivono i revisori - questo collegio non potrà esimersi dall’adottare quei provvedimenti che si impongono in situazioni di questo genere. Tra i quali, appunto, la comunicazione all’autorità competente». Autorità che, nel caso del Festival pucciniano, altri non è che la Regione.

Martedì la risposta-salvagente: il contributo del Comune. Se così non fosse, il consiglio di indirizzo della Fondazione, riunito ieri pomeriggio, ha già preso atto che altro non resta da fare che ciò che hanno indicato i revisori.

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