Sicurezza
Cade per colpa di una buca «Troppi rischi per i ciclisti»
Stava per essere travolto da un camion mentre attraversava Quiesa Le società sportive: «Le strade sono pericolose, serve un circuito per allenarsi»
MASSAROSA. Un ciclista grave dopo la caduta provocata da una buca a Quiesa. E le società sportive che si scatenano per protestare per le condizioni dell’asfalto e la mancanza di una pista da ciclismo per far allenare i ragazzi.
L’incidente. Brutto incidente ieri sulla via Sarzanese a Quiesa. Un ciclista si è andato infatti ad incastrare con una ruota in un avvallamento della strada. Cadendo in terra ha sbattuto la testa, ed è stato portato in codice due all'ospedale. L'incidente è avvenuto ieri mattina attorno alle 9 poco dopo la scuola di Quiesa sulla via Sarzanese. Stava passando un gruppo di 10-12 ciclisti (delle zone di Pisa e Cascina) quando uno di loro ha preso un'avvallamento della strada con la ruota. La ruota si è praticamente impuntata nel terreno e la bici si è cappottata. L'urto per il 40 enne in sella è stato violento: ha sbattuto la testa sull'asfalto. Le condizioni del ciclista sono parse subito serie: perdeva sangue dalla bocca e da un orecchio. Solo per caso si è evitata la tragedia: dietro il ciclista è stato abile l'autista di un camion che è riuscito a frenare in tempo ed evitare di investire l'uomo in terra. Sul posto immediata è arrivata una ambulanza della Misericordia di Stiava, seguita da un auto medica. E l'uomo, lasciato in terra per precauzione, è stato portato in ospedale in codice due.
Le proteste. I compagni del ciclista infortunato sono rimasti a parlare con gli agenti della polizia municipale che hanno regolato il traffico e preso dichiarazioni e misure. In terra, a pochi metri dalla chiazza di sangue, è infatti ben visibile una serie di avvallamenti e crepe nell'asfalto. Da quanti anni la Provincia (responsabile di quel tratto di strada) non faccia più un asfaltatura neanche i residenti della zona lo ricordano più. Della variante Sarzanese invece, dopo 30 anni di chiacchiere, si sono anche stufati di sentir parlare. «Ma qualche sicurezza? Qui c'è un incidente al giorno. Abbattono ciclisti come mosche - dice una signora che abita in zona - per non parlare di noi pedoni che non sappiamo dove passare.
La rabbia delle società sportive. Le definisce strade "gorgonzola", Piero Batini dirigente dell'Unione ciclsitica Piano di Mommio, una delle società storiche della Versilia. «Con questa dicitura, credo di rendere bene l'idea - dice Batini - purtroppo è una situazione che incontriamo su tutte le strade dei comuni versiliesi. Sono effettivamente pericolose e specialmente per società come la nostra, ma anche le altre che portano per le strade ragazzi che vanno dai 12 ai 14 anni dobbiamo prestare la massima attenzione per evitare pericoli. Antonio Ghilardi della società camaiorese, Bertolucci e Coluccini che annovera atleti che vanno dai 7 ai 16 anni suddivisi nelle categorie , giovanissimi, esordienti e allievi, indica quella che potrebbe essere una soluzione per evitare pericoli ai ciclisti sulle strade. «Sarebbe necessario istituire una zona sicura. Basterebbe realizzare un circuito di circa un chilometro, dove potremmo far allenare i nostri atleti. Mancherebbero solo le salite, ma in questo modo si limiterebbero i pericoli . Nello stesso tempo siamo i primi ad essere consapevoli del disagio che arrechiamo agli automobilisti: se ci fosse come detto un circuito, che i comuni potrebbero realizzare i insieme, sarebbe un bel risultato».
Marco Pomella
Roy Lepore
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