Il Tirreno

Versilia

La periferia ai candidati: verde, trasporti, sicurezza

di Donatella Francesconi
La periferia ai candidati: verde, trasporti, sicurezza

Il Comitato “SalviamoViareggio” fotografa la realtà di Varignano, Bicchio, Cotone. E chiede che si affrontino i problemi di inquinamento delle tre zone

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VIAREGGIO. Varignano, Cotone, Bicchio: la periferia della città, per voce del Comitato “Salviamooviareggio” pone sul tavolo della campagna elettorale la fotografia spietata della condizioni dei tre quartieri e chiede risposte sulle questioni segnalate, di avere il programma dei candidati a sindaco, e come intendono reperire i fondi necessari per cercare di risanare le casse comunali e poter sviluppare quanto indicato nel programma elettorale stesso.

Varignano. Furti e vandalismi sono quotidiani nel popoloso quartiere alle porte della città. Che chiede piste ciclabili e marciapiedi, una manutenzione delle poche aree verdi rimaste, una manutenzione del fondo stradale, con segnaletica adeguata, la valorizzazione del teatro alla Vetraia in abbandono, la presenza visibile del vigile di quartiere, più trasporto pubblico, lo stop alla costruzione di condomini da quartiere dormitorio.

Bicchio. La zona di Bicchio - ricorda il Comitato - «secondo le dichiarazioni in campagna elettorale della passata amministrazione doveva diventare “un giardino”. In realtà è stata abbandonata a se stessa». Non esiste la fognatura nera, la zona è preda della sosta selvaggia, non esistono marciapiedi, «non esiste un percorso ciclabile che dia un minimo di sicurezza», non esiste una zona con verde attrezzato o non dove i bambini possano giocare.

Cotone. I cittadini chiedono che si punti «ad una riconfigurazione prevalentemente a carattere residenziale». La zona che doveva rappresentare il rilancio industriale della città, oggi è morta. Anche qui si richiedono più trasporto pubblico, un monitoraggio costante della zona, nessuna installazione di impianti per i rifiuti, tipo quello previsto a biomasse.

L’ambiente e la sua tutela è il filo che lega la scarsa vivibilità delle tre zone: «Abbiamo un’alta concentrazione di serre - ricorda il Comitato - alte anche 7 metri, ormai per niente “temporanee” in barba alla normativa che ne prevede lo smantellamento dopo un certo periodo di tempo, con conseguente bonifica ambientale». Le tre zone hanno «due belle discariche a cielo aperto: le Carbonaie, oggetto di bonifica, e l’altra ai margini del canale Le Quindici dove personaggi irresponsabili si sentono autorizzati a scaricare di tutto».

Non mancano, per completare il quadro, «attività di dubbia salubrità ambientale ai bordi del lago. Ci chiediamo - scrive il Comitato - se le ditte che si trovano nella zona del Parco vengano in qualche modo controllate a livello di scarico delle acque di lavorazione e acque di dilavamento di prima pioggia». Senza dimenticare che, sempre in zona Parco, c’è la Morina, impianto di compostaggio del verde targato Sea. E, per finire, l’intera area è quella dove la puzza mai del tutto identificata è più forte: «L’aria che tutto ad un tratto nelle sere d’estate diventa acre e irrespirabile e ci costringe a chiuderci in casa, sicuramente non è dovuta a fenomeni naturali», sottolinea il Comitato: «Ma nessuno riesce o vuol riuscire a capirne l’origine e la causa!».

Insomma, c’è un bel po’ di lavoro per i candidati a sindaco di un Comune sull’orlo del precipizio...

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