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Versilia

Crollo delle vendite e serre piene a causa della pioggia

Crollo delle vendite e serre piene a causa della pioggia

Il maltempo mette in ginocchio il settore florovivaistico Sos degli imprenditori: rischiamo di dover licenziare

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VIAREGGIO. Il maltempo di marzo costa 70 milioni di euro al settore del florovivaismo toscano. Serre piene di fiori e piante, intere produzioni già pronte per il mercato invendute e che ora devono essere smaltite, crollo verticale delle vendite con punte che toccano il 60%: questa la condizione con cui devono fare i conti le imprese del comparto, comprese quelle della Versilia.

A denunciare una situazione drammatica ed esplosiva è il Distretto floricolo interprovinciale Lucca-Pistoia presieduto dal torrelaghese Marco Carmazzi che ha inviato alla Regione e alle Camere di Commercio (quelle di Lucca, Pistoia, Massa e Pisa) un documento che mette a nudo tutte le difficoltà che il settore sta vivendo per colpa delle eccezionali precipitazioni atmosferiche del mese scorso (è stato il marzo più piovoso dagli anni '50).

Nella lettera che Coldiretti ha inserito all'ordine del giorno dell'ultimo consiglio regionale annunciando il pieno appoggio alle iniziative che il Distretto intenderà portare avanti, si evidenza come il settore abbia subito un contraccolpo stimato, per difetto, tra i 60-70 milioni di euro. Nella lettera il Distretto chiede alla Regione alle Camere di Commercio un percorso per individuare soluzioni urgenti a supporto degli imprenditori come la riprogrammazione della scadenza dei mutui e del versamento dei contributi Inps per i dipendenti e gli stessi imprenditori e l’istituzione di un fondo di rotazione finanziario a interessi zero. In sostanza si chiede un “congelamento” delle scadenze immediate che le imprese devono affrontare ma a cui non possono far fronte in questa fase.

«La questione è molto delicata dice Tullio Marcello, presidente della Coldiretti Toscana - questo è un settore molto importante economicamente che costituisce uno dei pilastri del sistema agricolo regionale. È una situazione che va trattata con cura e con tutte le attenzioni del caso. Le imprese non hanno perso solo la vendita delle produzioni, ma anche gli investimenti».

Le piogge hanno ritardato la primavera bloccando di conseguenza gli ordini di garden, grossisti, agrarie e grande distribuzione. A complicare il quadro è stata la Pasqua arrivata molto in anticipo che ha obbligato le imprese a concentrare a febbraio la produzione e ad accendere i bruciatori per riscaldare le serre per garantire la domanda del mercato con un aggravio di costi ulteriore. «I calcoli erano giusti. Il meteo purtroppo ha mandato tutti i piani all'aria. Ci sono serre piene di piante e fiori che non saranno vendute - analizza Marcelli - e che dovranno essere smaltite diventando a loro volta un costo».

La richiesta di aiuto del Distretto firmata dal presidente Carmazzi ha i toni dell'appello disperato: «Questo è un settore che ha sempre dimostrato grande dignità e che non ha mai chiesto nulla, nemmeno quando era in difficoltà; ma il danno commerciale che sta subendo potrebbe avere ripercussioni anche sull'occupazione oltre che sulla salute delle strutture delle aziende. C'è da fare presto».

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