Il lutto
Ai feriti gravi altri soldi oltre a quelli già ricevuti
VIAREGGIO. La risposta è di quelle lasciano l’amaro in bocca. Non solo per il contenuto, ma anche perché sembrano chiudere ogni porta. Daniela Rombi, presidente dell’associazione dei familiari delle...
VIAREGGIO. La risposta è di quelle lasciano l’amaro in bocca. Non solo per il contenuto, ma anche perché sembrano chiudere ogni porta. Daniela Rombi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, aveva scritto al presidente della Regione, Enrico Rossi, per chiedere conto della distribuzione dei fondi rimasti dalle Legge Viareggio. Poche settimane fa la pubblicazione dell’assegnazione, molto controversa, delle cifre spettanti ai feriti gravi anche dal punto di vista psicologico. «Su proposta e d’intesa con il commissario prefettizio - così la risposta di Enrico Rossi - comunico che ho già provveduto, in qualità di commissario delegato, ad adottare l’ordinanza numero 4, con la quale le risorse in questione sono state destinate ad integrare la somma già destinata ai contributi per le persone che hanno riportato lesioni gravi». Di questa ordinanza, in realtà, il Comune - che pure l’aveva preannunciata - non ha mai dato notizia. Dunque, che la decisione su come distribuire gli 880mila euro rimasti è stata presa lo si apprende dalla risposta di Rossi a Daniela Rombi. «L’ordinanza - continua Rossi - motiva esaurientemente la scelta in considerazione dell’elevato numero di ammessi al contributo e dell’ammontare del contributo spettante sulla base delle risorse finanziarie a suo tempo destinato a tale linea di intervento, che è risultato significativamente inferiore al limite massimo già stabilito con l’ordinanza sindacale numero 10/2011».
Rossi risponde anche alla richiesta dei familiari delle vittime della strage di un “congelamento” dei pagamenti in vista di eventuali ricorsi dei non ammessi al contributo: «La rassicuro - scrive il presidente della Regione - che la questione è ben presente sia al commissario prefettizio che a me». (d.f.)
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