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POLITICA E CULTURA

Simoni attacca la Versiliana

«L’intesa con Toscana Spettacolo risponde solo a logiche di parte»

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PIETRASANTA. L'accordo siglato nei giorni scorsi fra Versiliana e Fondazione Toscana Spettacolo? «Una intesa che risponde solamente ad una logica di sistema e di appartenenza politica e che ignora le aspettative del pubblico, primo ed unico destinatario degli eventi» afferma Massimiliano Simoni, ex presidente di Versiliana e Pucciniano.

«Da responsabile della Versiliana - prosegue Simoni - non rinnovai la convenzione con la Fondazione Toscana Spettacolo perché ritenevo e ritengo che i circuiti auto-referenziali, dove lavorano le solite compagnie, sono qualcosa di inaccettabile. Nicolai e l'attuale dirigenza della Fondazione, invece, sono tornati al punto di partenza, delegando alla Toscana Spettacolo, di fatto, l'organizzazione degli appuntamenti a teatro della prossima stagione invernale. Visto che hanno problemi di budget - prosegue l’ex presidente della Versiliana - potevano fare come Franco Martini e il sottoscritto: consultavamo i borderò degli spettacoli annuali, evidenziando quelli che, in rapporto al costo, avevano avuto più successo e a quel punto contattavamo agenti e compagnie. Metodo semplice - prosegue Simoni - seguito dalla stragrande maggioranza dei teatri, soprattutto in un momento in cui non si possono rischiare spettacoli destinati ad una platea di magari appena quindici persone, con spreco del denaro pubblico. E a questo proposito: invito il presidente Dianora Poletti a rendere noti i numeri dei biglietti che sono stati venduti durante l'ultima stagione dei teatri della Versilia. La Fondazione Toscana Spettacolo ha una chiara matrice politica di centro-sinistra, è stata pensata e voluta dalla Regione Toscana ed è di grande utilità solamente per quelle compagnie che ne fanno parte».

Nel mirino di Massimiliano Simoni c’è anche, nel contesto del Festival estivo, il concerto dedicato a Giuseppe Verdi con protagonista l'Orchestra del Carlo Felice di Genova. «Quanta ipocrisia - commenta l’ex presidente - da una parte si fanno tanti bei discorsi sulla necessità di un cartellone unico di spettacoli della Versilia, sulla necessità di valorizzare le realtà locali e si propone la Fondazione come faro di questa programmazione e dall'altra parte si ingaggia il Carlo Felice per una serata dedicata a Giuseppe Verdi ignorando che, a pochi chilometri di distanza da Pietrasanta, esiste una realtà, importante, come il Festival Pucciniano. Quanto meno evitiamo di riempirci di belle parole: e in tutto questo contesto, resto letteralmente meravigliato anche dal comportamento della Banca Versilia Lunigiana Garfagnana che avrebbe dovuto puntare sul Festival Pucciniano, sicuramente anch'esso sinonimo di qualità, senza dover dire sì all'ingaggio dell'orchestra del Carlo Felice e ai costi conseguenti».(l.b.)

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