Sicurezza
Tre rapine alla farmacia ma le basette lo tradiscono
Arrestato 40enne per i colpi a ripetizione nella Comunale di via Coppino A incastrarlo l’occhio da investigatore del gestore. Che lo ha riconosciuto
VIAREGGIO. A tradirlo sono state le basette. Quei ciuffetti di pelo che spuntavano dal berretto sono stati tografati dagli occhi della vittima: il farmacista che per ben tre volte in pochi giorni se lo era visto spuntare davanti in negozio, più o meno alla stessa ora, con un coltello in mano e la richiesta di consegnare l’incasso.
E sono state le basette, assieme all’accento campano e ai vestiti - identici in due delle tre rapine - a comporre l’identikit del presunto rapinatore: Giovanni Iannella, 40 anni, residente a Torre del Lago. I carabinieri lo hanno arrestato, per la soddisfazione di Pierangelo Marrai, gestore della farmacia comunale di via Coppino in Darsena. Che adesso spera di aver chiuso il conto con questo visitatore indesiderato.
I colpi. Le tre rapine sono avvenute tutte nel corso delle ultime feste natalizie. La prima “visita” risale al 20 dicembre: intorno alle 18 il rapinatore entra in farmacia, dopo essersi assicurato che non c’è nessun altro oltre a Marrai. «Dammi i soldi che hai in cassa, e aspetta sul retro», dice con accento meridionale. Prende 600 euro e se ne va. Le telecamere all’interno del negozio lo riprendono, ma lui riesce a tenersi ben nascosto. Quattro giorni dopo, per la vigilia di Natale, l’uomo si ripresenta. Il farmacista lo riconosce: «Ma sei tornato?». L’altro, ovviamente, cerca di cavarsela così: «No, è la prima volta». I vestiti sono praticamente identici, uguali sono la sciarpa e il berretto da pescatore usati per nascondere il volto. Stavolta, però, il bottino è di 800 euro. Infine, la terza rapina: è il 5 gennaio, cambiano i vestiti (il rapinatore si mette in blu) ma soprattutto accade che l’uomo viene filmato durante il sopralluogo, perché il farmacista ha deciso di installare le telecamere all’esterno. La rapina è ancora più fruttuosa delle precedenti (1.000 euro), ma ormai sia la vittima che i carabinieri stanno stringendo il cerchio.
L’identikit. Il farmacista, infatti, ha già raccolto numerosi elementi nel suo identikit: ai militari racconta che il rapinatore è alto 1,75, parla con inflessione campana e ha le basette... pronunciate. «Fondamentale - spiegano il comandante dell’Arma viareggina Andrea Pasquali e il tenente Grazia Centrone - è stato il riconoscimento da parte del gestore della farmacia dello sguardo e di alcuni particolari del volto del rapinatore, ma determinante è stato anche il riconoscimento diretto che i militari del nucleo operativo hanno effettuato dalla visione delle immagini delle rapine. Inoltre, in occasione dell’ultima rapina, due carabinieri lo avevano notato la mattina stessa nei pressi della farmacia con gli stessi abiti con i quali poi l’uomo ha commesso il reato». E quando i carabinieri sono andati a casa di Giovanni Iannella «lo stesso rapinatore - dicono - ha affermato di riconoscersi nelle immagini riprese all’esterno della farmacia, dicendo però di essere transitato in quel luogo occasionalmente». Il giudice, però, non gli ha creduto e ora Iannella si trova in carcere.
I dati su furti e rapine. Nel corso della conferenza stampa sull’arresto il colonnello Stefano Fedele, comandante provinciale dell’Arma, ha affermato che nel primo trimestre del 2013 i furti e le rapine in Versilia sono diminuiti rispettivamente «del 14 e del 10% rispetto allo stesso periodo del 2012, a fronte di un aumento degli arresti del 65%».
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