Il dolore
Salvi i 14 posti a rischio nella mensa dell’ospedale
VIAREGGIO. Sono salvi i 14 posti di lavoro a rischio nella mensa dell’ospedale Versilia. Lo affermano i sindacati, che annunciano la fumata bianca dopo mesi di trattativa con la Dussmann Service,...
VIAREGGIO. Sono salvi i 14 posti di lavoro a rischio nella mensa dell’ospedale Versilia. Lo affermano i sindacati, che annunciano la fumata bianca dopo mesi di trattativa con la Dussmann Service, azienda di ristorazione che garantisce pasti a degenti e utenza dell’ospedale. E che ha visto ridurre i propri introiti per i tagli alla sanità.
I sindacalisti non esultano per l’accordo concretizzato, che riduce il monte ore - e quindi lo stipendio dei lavoratori - ma permette comunque, di non licenziare nessuno. «Abbiamo dato il massimo - afferma Umberto Marchi della Filcams Cgil - sono mesi che cerchiamo una soluzione su tagli creati dalla spending review. È stato un balletto di tagli di ore, a volte recuperavamo qualcosa, per poi perderle a causa di riduzioni mirate dalla direzione sanitaria e pasti che calavano vertiginosamente, fino a quando la Dussmann ha aperto nel gennaio scorso una procedura di mobilità per 14 licenziamenti. Ora, perché l’accordo diventi definitivamente operativo e valido, serve l’approvazione con firma del verbale di tutto il personale Dussmann, che incontreremo nell’assemblea di stasera (venerdì 12)».
«Non è poco - continua Giampiero Guidi della Fisascat - i lavoratori sono stati partecipi in tutto, dopo ogni trattativa, era fatta subito un’assemblea con il personale per renderli partecipi di quanto facevamo». «Non sono ad ogni modo mancate tensioni al tavolo - afferma Giovanni Sgrò della Uiltucs - l’azienda si era accovacciata su posizioni insostenibili, il personale chiedeva di accelerare la trattativa per arrivare a una soluzione soddisfacente, ma non potevamo tralasciare questioni importanti e ritenute dirompenti. Essere soddisfatti di una trattativa - affermano i sindacalisti - è un’altra cosa, in questa, crediamo di aver strappato quanto era possibile, nessuno è licenziato e non ci sembra poco in questo momento, ma certo se gli stipendi erano già magri prima di iniziare il nostro percorso concertativo, oggi lo saranno ancora di più dopo questi ingenti tagli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
