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Versilia

Lera: «Nell’orto ritroviamo noi stessi»

Lera: «Nell’orto ritroviamo noi stessi»

L’architetto protagonista con il suo spazio verde alla mostra-mercato sui prodotti della terra

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CAMAIORE. Orto come metafora per ritrovare se stessi. Tiziano Lera suggerisce di ripartire dalla natura, dal contatto con la terra. Il noto architetto versiliese anche quest’anno ha allestito il suo spazio verde a “È la via dell’orto”, la mostra mercato che domani e domenica animerà il centro storico di Camaiore dalle 10 alle 19,30. «L’uomo ha perso la capacità di guardarsi dentro, di ascoltare - spiega l’urbanista nei cui disegni le esigenze della città si fondono con quelle ambientali - Bisogna muoversi con rispetto del territorio in cui si vive, non perdere ma anzi esaltarne l’identità». Da quattro anni, da quando cioè la festa dedicata agli ortaggi ha mosso i primi passi a Camaiore, Lera sposa la causa allestendo in piazza San Bernardino il suo esempio di campo coltivato. «In questo frangente storico ci sentiamo disorientati, persi, privi di modelli - prosegue il progettista della casa lunigianese di Zucchero Fornaciari e di quella pietrasantina dell’artista Fernando Botero - Ma la natura dà l’energia per ripartire con slancio ogni mattina. L’orto diventa così un percorso alchemico per ritrovare noi stessi». Il suo è uno dei numerosi spazi verdi che impreziosiscono e danno concretezza a “È la via dell’orto”, accanto a decine di bancarelle e interessanti talk show. «Da quando la fiera è nata l’orto ha conquistato nuovi spazi. Sempre più persone mi chiedono di disegnare giardini in cui i fiori convivano con le verdure - dice Annamaria Crisalli, garden designer, membro del gruppo che coordina le aree coltivate della fiera - I visitatori troveranno diversi esempi: dagli amatoriali a quelli artistici, accomunati dal messaggio che è l’ora di agire. Basta parlare, ciascuno deve prendere coscienza della ricchezza apportata dalla terra e creare il suo orto». Fra gli esempi collocati nel centro storico di Camaiore, c’è anche il contributo dell’istituto agrario di Lucca, quello di erbi semi-spontanei creato da “Robè” Moriconi, i prototipi della Cia (confederazione italiana agricoltori), degli hobbisti, dei negozianti. Per imparare che non tutti gli ortaggi vanno d’accordo. Il pomodoro ad esempio è amico del basilico e la santoreggia dei fagioli. Così come le radici di fiori tipo il Tagete producono una sostanza tossica che allontana parassiti nocivi, mentre la Lavanda svolge un’azione repellente contro gli afidi e la calendula è un ottimo antibatterico i cui fiori attirano insetti utili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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