Sicurezza
Piano della telefonia nella bufera
Piovono le critiche dei grillini e di “Viareggio tornerà bellissima”
VIAREGGIO. Max Bertoni del Movimento 5 Stelle e Rossella Martina di "Viareggio tornerà bellissima" intervengono sul nuovo piano della telefonia, approvato (con delibera del Commissario) il 21 marzo.
«La prima contestazione da fare a questo piano – scrive il Movimento 5 Stelle – riguarda i tempi disponibili per la presentazione delle osservazioni. Il precedente piano prevedeva 45 giorni dalla pubblicazione per presentarle delle stesse, quando, per altro, la presentazione del piano da parte della ditta incaricata è avvenuta, il 3 aprile: solamente 5 giorni prima dal termine della presentazione delle osservazioni, fissato appunto all'8 aprile».
«Si configura poi – continuano i grillini – la non corretta applicazione dell'articolo 9 della legge regionale 49/2011, in quanto non c'è stata informazione preventiva, nè partecipazione della popolazione, nè la formazione di un gruppo tecnico di valutazione con rappresentati di comitati e cittadini. Insomma, non c’è stata trasparenza adeguata».
Per “Viareggio tornerà bellissima «il nuovo piano di telefonia mobile – scrive Rossella Martina – sembra avere tutte le caratteristiche di un blitz alle spalle della stragrande maggioranza dei viareggini, fatto approfittando della mancanza di un sindaco e di un consiglio comunale in grado di monitorare il piano stesso, che, è bene ricordarlo, ha a che fare con la salute dei cittadini».
Da qui la richiesta di “Viareggi otornerà bellissima”: «Anche solo per questo motivo – scrive Martina – il piano deve essere immediatamente fermato dal commissario Domenico Mannino. Come movimento – spiega – ho protocollato in Comune un'osservazione che spiega nei dettagli tutte le ragioni formali per cui il piano non è attuabile. In particolare le quattro strutture si configurano non come adeguamento ma come una vera e propria variante, che deve seguire un iter diverso da quello con cui si è proceduto. Ci sono troppe cose che non quadrano – conclude – troppa fretta, troppi tentativi di rendere meno nota possibile la notizia dell'approvazione di questo piano voluto solo e soltanto dagli operatori della telefonia mobile».
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