Il Tirreno

Versilia

«Quella strada non è la soluzione»

Abito in via Salvatori, guarda caso dove, alla fine lato est, dovrebbe congiungersi il famoso asse. Ma, voglio precisare, non intervengo per tutelare l'interesse degli abitanti di Via Salvatori che,...

2 MINUTI DI LETTURA





Abito in via Salvatori, guarda caso dove, alla fine lato est, dovrebbe congiungersi il famoso asse. Ma, voglio precisare, non intervengo per tutelare l'interesse degli abitanti di Via Salvatori che, con il passaggio dell'asse, non avrebbero una così grande penalizzazione in termini ambientali rispetto all'attuale situazione. E' opportuno "smitizzare" l'asse di penetrazione come panacea ai "problemi" del traffico e della viabilità in Darsena che, come vengono rappresentati, sembra siano il primo problema della nostra città. E’ inutile continuare a proporre questo modello. Occorre quindi, quello sì, ridurre il numero di agenti impattanti che arrivano in Darsena, ad esempio:

- limitare al minimo i cantieri di produzione, incentivando i trasferimenti all'interno del territorio con accordi Comune-aziende;

- ridurre l'impatto dei villeggianti a valore zero, allargando l'area portuale sino alla tourist coop, eliminando la spiaggia libera pre-stabilimenti balneari

- utilizzare al meglio (quasi sempre vuoto d'estate) il parcheggio gratuito piscina 400 posti auto, con servizi di navette per stabilimenti e spiaggia libera fine bagni.

- trovare un accordo con il Parco per rendere la via Comparini veicolabile (con materiali ecologici) e utilizzabile solo a fine giornata d'estate da mare-monti orario 18-20.

Occorre quindi organizzare meglio l'esistente, rendendolo esteticamente apprezzabile e fruibile in maniera più ordinata e, più eco-sostenibile. Questo, nel tempo, a costi enormemente minori dei "grandi progetti", migliorerà la qualità della vita e renderà più attraente la città ai turisti.

Marco Pardini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa