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Versilia

No dal cuore del Pd al Comune Unico «Forte ci perderebbe»

No dal cuore del Pd al Comune Unico «Forte ci perderebbe»

Carlo Giannaccini, figura storica della sinistra versiliese, boccia il progetto: grossi rischi dal punto di vista urbanistico

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FORTE DEI MARMI. «Capisco l’esigenza del Governo di raggruppare i piccoli comuni, magari della montagna, per dare loro più risorse condivise, in fondo diecimila municipalità in Italia sono troppe, ma il matrimonio di Forte dei Marmi con gli altri Comuni della Versilia storica non s'ha da fare, né domani, né mai». A scomodare la grida manzoniane è Carlo Giannaccini, figura storica della sinistra versiliese e del Pd fortemarmino in particolare. «Francamente – prosegue Giannaccini che è anche un conosciuto operatore balneare – mi sfuggono i vantaggi che Forte riceverebbe dall’unirsi con Pietrasanta, Seravezza e Stazzema, e non parliamone poi se l’unione si dovesse allargare alla Versilia più vasta con Viareggio, Camaiore e Massarosa. Io credo, ragionevolmente, che il Forte abbia tutto da perdere e nulla da guadagnare. Con i nostri poco più di seimila residenti effettivi finiremmo per ritornare né più né meno la vecchia frazione del 1913, con tutti i problemi che all’epoca indussero i nostri nonni a staccarsi dal capoluogo, e oggi non ritroveremo tanto facilmente un altro come il senatore Giovanni Montauti (fu lui a presentare la legge per l’autonomia del Forte, ndr)!».

«Il rischio maggiore, una volta che ci sarà il Comune unico, - continua Giannaccini - è che ci sarà anche una sola pianificazione del territorio e non è detto che sia possibile mantenere caratteristiche specifiche. Penso ad esempio a cosa è stato pianificato a Marina di Pietrasanta e con un Comune unico non vedo perché si dovrebbe fare diversamente al Forte. Poi basterebbe l’arrivo di una futura amministrazione un po’ più aggressiva di altre rispetto alla tutela del territorio ed ecco che il danno potrebbe essere irreparabile. È innegabile e lo sanno tutti che i fortemarmini hanno saputo costruire un territorio e un’economia turistica che non ha eguali in Italia e qui da noi anche amministrazioni di diverso colore politico hanno mantenuto una linea inequivocabile sull’utilizzo delle risorge paesaggistiche e urbanistiche. Tutto ciò mentre altri Comuni hanno fatto molto meno, rispetto a qui, dove si è tutelato il possibile, a partire dalla spiaggia dove è sempre rimasto il modulo delle vecchie cabine in legno parallele alla battima, e nel paese si sono evitati i palazzi troppo alti e dove il modulo è pur sempre la villa monofamiliare. C’è poi la questione del logo: Forte dei Marmi è un brand come dimostrano presenze e griffe famose ed è inevitabile che se diverrà parte del Comune unico della Versilia questa unicità tenderà a stemperarsi. Un conto è avere servizi comuni e su questo aspetto siamo tutti aperti, ottimizzando quelli che ha un senso unificare, – conclude Giannaccini – ben altro conto però far tutta una ditta!» (r.f.)

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