Italia
L’INTERVENTO
di MASSIMO MALLEGNI Molti di coloro che mi hanno chiamato nella giornata di oggi si sono chiesti se fossi un Kamikaze. Io ho risposto che come ho più volte ribadito sia in pubblico che in privato, la...
di MASSIMO MALLEGNI
Molti di coloro che mi hanno chiamato nella giornata di oggi si sono chiesti se fossi un Kamikaze. Io ho risposto che come ho più volte ribadito sia in pubblico che in privato, la situazione della Versilia è talmente grave che il mio obiettivo è contribuire alla sua “salvezza”. Da lì a dire di essere disponibile a una candidatura a sindaco di Viareggio ce ne corre e non poco.
Per chiarire ancora meglio la mia posizione sul punto, credo che si debba partire dalla necessità di coinvolgere i cittadini nella scelta dei propri candidati. Elemento essenziale oggi è superare le scelte nelle segrete stanze dei partiti e transitare, a tutti i livelli, dalle primarie. La gente, come amo chiamare io il popolo sovrano, ne ha le tasche piene di imposizioni.
Non accetto in alcun modo che il centro destra si faccia passare avanti dal centro sinistra sulla strada della democrazia e del confronto. Ho più volte detto e scritto che essere del Pdl non significa in alcun modo essere come l'attuale classe dirigente lucchese o toscana.
Se da un lato non posso che rispettare, visto lo statuto vigente, il modo in cui il Popolo della libertà sceglie, a tutti i livelli, i candidati, non accetto assolutamente l'idea di non poter cambiare queste regole. Regole scritte e fatte per consentire a tre persone di scegliere, da Viareggio a Roma, i "soldatini" da candidare.
Qual è lo spirito con il quale un “capo politico” del Pdl sceglie i candidati? Lo fa nell'interesse delle varie Comunità coinvolte? Oppure lo fa, inserendo soggetti che mai otterranno un consenso tale da divenire poi forza di Governo e se lo otterranno risponderanno a logiche ed ordini di scuderia? Detto questo, la mia ipotetica candidatura nella città di Viareggio, o da qualsiasi altra parte, dovrebbe transitare necessariamente attraverso delle Primarie. Non accetterei mai imposizioni del mio nome a nessun livello.
Dobbiamo gridare a tutti che nel Pdl ci sono persone che credono fermamente nella democrazia, che hanno il desiderio di confrontarsi su temi di valenza locale e nazionale e che pretendono un confronto anche serrato e duro per decidere la linea politica.
Nei giorni scorsi, conseguentemente a questo ragionamento, ho scritto al coordinatore regionale Parisi e a quello provinciale Santini (il quale mi ha risposto), chiedendo loro di convocare assemblee, provinciale e regionale, programmatiche degli iscritti.
In Toscana, esistono migliaia di persone, che gravitano nell'area del Popolo della libertà, che sentono questa esigenza.
Paolo Marcheschi, consigliere regionale e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia in Toscana, ha fatto oltre al mio nome anche quello di altri ex amministratori versiliesi. A lui va il mio personale ringraziamento per aver aperto un dibattito nel centro destra sulla necessità di transitare sempre attraverso le primarie.
Se vogliamo bene alle nostre città e alla nostra nazione, è necessario tornare a discutere sui temi e sui programmi e poi misurarci in termini politici alle primarie e soltanto dopo, coloro che avranno il consenso della base si potranno candidare e tentare di raccogliere i voti necessari per essere eletti.
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