Il dolore
Tutti a imparare il soccorso pediatrico
CAPEZZANO. C'è Maria, con suo marito Michele: «Abbiamo avuto da un mese e mezzo il nostro primo figlio, non sappiamo bene cosa fare in caso di emergenza". C'è Antonio, allenatore di calcio. Ci sono...
CAPEZZANO. C'è Maria, con suo marito Michele: «Abbiamo avuto da un mese e mezzo il nostro primo figlio, non sappiamo bene cosa fare in caso di emergenza". C'è Antonio, allenatore di calcio. Ci sono Debora, Michela e Manuela, insegnanti in tre diversi istituti per l'infanzia in Versilia. E ci sono Marika e Adele, baby sitter albanesi, e Antonio con Clara, diventati nonni tre mesi fa. Ciò che non c'era invece, per la prima serata del corso Sos Bambino, era un posto libero: oltre centocinquanta presenti per l'appuntamento di venerdì sera alla sala riunioni delle Bocchette. Cosa fare e cosa non fare in caso di emergenza, come intervenire se un bambino ingerisce un corpo estraneo e resta soffocato. In sala un gran silenzio, rotto solo da qualche domanda, per seguire il corso tenuto dalla dottoressa Ilaria Merusi del reparto di Pediatria all'ospedale Versilia, insieme alle infermiere Anna Angeloni e Piera Dini e Paolo Benvenuti del 118. I recenti fatti di cronaca - i due casi di meningite all'ospedale Versilia dell'ultima settimana, la morte per soffocamento di un bambino a mensa nel sud Italia - hanno fatto salire, semmai ce ne fosse bisogno, l'ansia di genitori e di chi tutti i giorni ha a che fare con i bambini. «Mi sono reso conto - confida un dirigente di una squadra locale di calcio - sentendo i recenti fatti, che in caso di crisi respiratoria di un bambino in campo mi lascerei cogliere da panico. Per questo ho deciso di seguire questo corso». Il corso - organizzato dal Comune a costo zero grazie agli sponsor - da una parte vuole dare un'infarinatura generale su come intervenire in caso di necessità. Ma dall'altra vuole anche evitare che, presi da tensione e da paura, ci si rechi al pronto soccorso pediatrico senza averne effettiva necessità. E i dati del 2012 del Versilia parlano chiaro: per la stragrande maggioranza dei casi, bastava il medico di famiglia. Dei 16.735 accessi al pronto soccorso pediatrico, ben 7.447 casi erano di codici bianchi e 9.005 in codice verde. Solo 9 invece, nell'intero 2012, i casi di codice rosso. Prima di iniziare è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del piccolo Niccolò Marchetti, il piccolo di 4 anni e mezzo morto qualche giorno fa per meningite.
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