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Suolo pubblico, multe al Piazzone

Suolo pubblico, multe al Piazzone

Ascom difende la categoria, ma la richiesta arrivava dagli operatori

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VIAREGGIO. Sabato pomeriggio, primo sole di primavera e acquisti, al mercato di piazza Cavour la voce si diffonde in un attimo: c’è la polizia annonaria, che sta verificando l’occupazione di suolo pubblico dei banchi ed è pronta a fare le multe se rileva irregolarità. I commercianti si agitano, intercettano il candidato sindaco del centrosinistra, Leonardo Betti, e la senatrice Manuela Granaiola (Pd), chiamano le telecamere delle tv locali. Ieri la nota di Ascom, il cui direttore, Francesco Lemmi, parla di «assenza in Comune di una “visione complessiva” dei problemi più importanti, che non sono quelli di 1 metro in più o in meno di suolo pubblico: ciò specie se a questo suolo, disastrato da mille “buette” e popolato da altrettanti “personaggi”, era stata promessa una riqualificazione attesa da troppi anni, e pare sfumata coi fondi Piuss; non si dia la colpa solo alla crisi, altrimenti il Piuss sarebbe fermo da tutte le parti».

Ma...Basta sfogliare le cronache degli ultimi mesi per ricordarsi che la verifica dell’occupazione del suolo pubblico era stata una delle richieste che il neonato comitato unitario dei commercianti del Piazzone aveva portato in Comune negli incontri con il sub commissario Marco Brusco dall’inizio dell’anno ad oggi. Tanto che nell’ultima assemblea in Municipio l’argomento era stato oggetto di un accorato intervento di uno dei commercianti che sabato pomeriggio si è ritrovato multato.

Insomma, la polizia municipale e l’amministrazione del commissario prefettizio, Domenico Mannino, hanno risposto alle richieste dei commercianti del mercato, messe nero su bianco nei documenti fin qui prodotti del neonato comitato unitario.

Oggi, con molta probabilità, i commercianti del Piazzone torneranno in Municipio. «Le leggi vanno osservate, non ci piove - continua Lemmi - ma tutte le autorità, i dipendenti amministrativi e i tutori dell’ordine, non possono non conoscere lo stato di emergenza nel quale Viareggio e tutto il Paese si trovano: tutti insieme bisogna fare sforzi affinché sia sempre più lontano il giorno in cui, dalla strada verso le finestre dei “palazzi”, si sentirà urlare “ora basta!”». (d.f.)

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