Il Tirreno

Versilia

L’angoscia del campione per l’amico rapito in Siria

Federico Stagi, portiere dell’Hockey Forte, è collega di Andrea Vignali «L’ho sentito il giorno della partenza ed era tranquillo. Sono ore di attesa»

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FORTE DEI MARMI. Il mestiere per cui è conosciuto è quello di estremo difensore della squadra di hockey di Forte dei Marmi nel campionato di seria A. Ma Federico Stagi è anche un film-maker e autore di documentari. Uno di questi filmati - che parla della straordinaria vicenda della cooperativa dei cavatori di Levigliani (che si sono messi in proprio per non sottostare ai diktat dei vari padroni e caporali) - è stato realizzato dal portierone fortemarmino nel 2009 assieme a quattro mani assieme al massese Andrea Vignali, uno dei giornalisti italiani rapiti - o forse semplicemente "fermati" (resta da capire cosa si intenda con questa definizione) - in Siria da un gruppo di ribelli armati.

Le notizie diffuse in queste ultime ore sono abbastanza rassicuranti e si parla di un rilascio vicino. Ma certo Stagi sabato sera non è sceso in campo con l'animo tranquillo nel match di campionato vinto contro il Trissino.

«Sono in contatto con i familiari di Andrea sin dal giorno del rapimento - spiega - oggi si parla di una situazione di stallo, in attesa di nuove notizie. Ma certo finché Andrea e gli altri non torneranno in Turchia, paese da cui è partita la loro missione, o addirittura a casa l'angoscia continuerà a essere tanta». Del rapimento Stagi ha saputo dalla tv nella serata di venerdì: da allora l’atleta è stato in pena per il collega.

Stagi racconta di aver parlato con il collega Andrea Vignali il giorno prima che partisse per il viaggio in Turchia e in Siria. «Era tranquillo - racconta lo sportivo - naturalmente come si può esserlo prima di iniziare un'avventura in un teatro di guerra. Ma lui questo mestiere lo fa da anni e ha detto di essersi organizzato con i colleghi. Poi sono arrivate le notizie dalla Siria: spero che tutto si risolva al più presto».

Vignali vive a Roma da oltre 7 anni e collabora con trasmissioni come Report e Le Invasioni barbariche (per quest’ultima ha realizzato come grafico la sigla iniziale assieme a Gipi). In terra versiliese, assieme a Federico Stagi, ha realizzato il documentario sui cavatori. E in sospeso c’è anche un documentario sul Palio dei Micci di Querceta. «Abbiamo fatto alcune riprese e qualche intervista - spiega Stagi (che è anche un contradaiolo, tifoso del Ponte) - ma poi non abbiamo mai completato il lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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