Il Tirreno

Versilia

La Darsena ora vuole l’asse a sud dello stadio

di Claudio Vecoli
La Darsena ora vuole l’asse a sud dello stadio

Del Freo: «Presto un incontro con tutti i candidati a sindaco»

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VIAREGGIO. Se ne parla (animatamente) da oltre vent'anni. Ma, al momento, il progetto del tratto finale dell'asse di penetrazione è poco più di una linea disegnata su una cartina della Darsena. E questo malgrado anche la Regione Toscana abbia dato il suo ok per il passaggio della strada, giudicata strategica per lo sviluppo del porto, a sud dello stadio dei Pini. Adesso che anche il secondo tratto dell'asse - quello che congiunge l'Aurelia a via Nicola Pisano - è faticosamente arrivato in dirittura d'arrivo, gli abitanti del quartiere chiedono che quella strada sognata da decenni diventi realtà.

A farsene portavoce è Raffaele Del Freo, storico portavoce di quel comitato residenti della Darsena che - precisa - non si rifà ad alcun partito o movimento politico. Ma che vuol rilanciare la questione e che si farà presto promotore di una assemblea pubblica che coinvolgerà tutti i candidati a sindaco della città che vorranno parteciparvi. Perché dicano senza ambiguità le loro idee sull'argomento. «Anche perché in un recente passato proprio su questo tema qualcuno ha vinto o perso le elezioni», ci tiene a sottolineare. E aggiunge: «Fino ad ora di questa strada se ne è parlato e basta, spesso con argomentazioni ideologiche, senza guardare al lato concreto del problema. Adesso è l'ora di passare ai fatti. E, visto che a breve si andrà a votare, è giusto che ciascun candidato spieghi come intende affrontare questo nodo, in maniera chiara e diretta».

Viabilità attuale insufficiente. Il primo grido d'allarme lanciato da Del Freo riguarda la viabilità attuale, immutata da oltre cento anni. «Le quattro strade da cui si entra ed esce in Darsena sono insufficienti a sopportare il traffico attuale. Si tratta di vie strette (via Paolo Savi nel tratto fra via Indipendenza e la stazione vecchia è poco più di 4 metri) e che hanno curve repentine. Esistono poi incroci (con il viale dei Tigli e la via Oberdan) che fanno da tappo già al traffico attuale. Vi sono ricavati numerosi edifici scolastici, tre asili nido, una chiesa, un albergo e una casa di riposo. Inoltre le fondamenta delle abitazioni (specie in via Savi e via Virgilio) hanno fondamenta inadeguate ad un simile traffico. Tutte queste strade sono poi densamente abitate. Basta fermarsi in Darsena in un qualunque giorno lavorativo intorno alle 8 del mattino, quando c'è l'ingresso di scuole e cantieri, per rendersi conto del traffico letteralmente ingolfato, con le code che iniziano già prima del ponte girante. E la stessa scena, in uscita, si ripropone da mezzogiorno all'una, quando dai cantieri e dalle scuole si esce. Ma anche nei pomeriggi d'estate, quando viareggini e turisti tornano a casa dagli stabilimenti balneari del Vialone. O le notti, soprattutto nel fine settimana, quando si va o si torna dai locali della Marina».

Una parkway a sud dello stadio. L'ipotesi che il comitato dei residenti ha sempre sostenuto è che l'asse passi a sud dello stadio. Una tesi che ha avuto molti sostenitori - dagli imprenditori della nautica a quelli degli stabilimenti balneari del Vialone fino agli artigiani della Cna - e nelle cui fila da qualche anno è entrata a far parte anche la Regione Toscana, che ritiene l’infrastruttura essenziale per lo sviluppo del porto. «La strada esisteva già e il tracciato, seppur sterrato, è ancora visibile. Ed è il prolungamento fino a via Indipendenza della via Salvatori (la strada che costeggia il palasport, ndr). Naturalmente non si tratta di una colata d'asfalto come paventa qualcuno che ideologicamente si oppone a questa soluzione. Si tratta di una strada ad una corsia per ciascuno dei due sensi di marcia non molto più impattante di quel viale dei Tigli che esiste da sempre ma di cui nessuno chiede la chiusura o ritiene un ecomostro. Non solo. Quando si darà finalmente il via al progetto esecutivo della strada, saremo i primi a pretendere che la strada sia solo di attraversamento e che con le moderne tecniche di bioarchitettura possa essere di impatto minimo per una zona pregiata come la Pineta di Levante che noi per primi vogliamo tutelare e conservare. Pensiamo ad esempio alle parkway che esistono in Germania, dove esistono vere e proprie autostrade che attraversano parchi naturali senza che quasi ci se ne accorga. E nel nostro caso si tratta di una strada di poche centinaia di metri».

Viale dei Tigli pedonale. L'impatto che, seppur ridotto al minimo, la nuova strada a sud dello stadio potrà avere, potrebbe essere almeno in parte compensato dalla pedonalizzazione dell'ultimo tratto del viale dei Tigli. «Contemporaneamente all'apertura della strada a sud dello stadio - prosegue Del Freo - proponiamo la pedonalizzazione del tratto conclusivo del viale dei Tigli, quello che va da via Virgilio al nuovo asse e che attraversa il tratto della Pineta di Levante dove sono concentrati chioschi e giochi per i bimbi. In questo modo recupereremmo finalmente il parco urbano che attualmente è tagliato in due dal viale dei Tigli, trasformandolo in qualcosa di simile alla zona della Pineta di Ponente intorno al viale Capponi. Valorizzandolo e rendendolo finalmente fruibile senza pericoli a turisti, famiglie e bambini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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