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Versilia

Una nuova cittadella nell’area ex Pio Campana

Una nuova cittadella nell’area ex Pio Campana

Grazie alle modifiche introdotte al regolamento urbanistico comunale vi si potranno insediare anche negozi, bar, ristoranti, uffici, palestre e servizi vari

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PIETRASANTA. Capannoni artigianali e industriali, ma anche, negozi, bar, ristoranti, uffici, palestre, magazzini e molto altro ancora. Il regolamento urbanistico di recente adozione mette, finalmente, gambe all'area dell'ex Pio Campana, di via Aurelia, 60 mila mq di terreni, oggi di proprietà della Pietrasanta Sviluppo - la società patrimoniale ad emanazione comunale - e demandati ad accogliere, da anni, tutte quelle aziende di piccole e medie dimensioni obbligate a ricollocarsi in altra sede perché costrette a operare in ambienti inidonei. Premesse importanti, ma puntualmente disattese vuoi per la crisi economica vuoi perché la precedente amministrazione non aveva formalizzato lottizzazioni e urbanizzazione e vuoi ancora perché i tempi dei grandi insediamenti sono oramai finiti da un pezzo e vanno studiate formule convenienti per tutte le parti in causa. Da qui la ricetta urbanistica, pensata dall'assessore Rossano Forassiepi.

«Per poter procedere alla realizzazione degli investimenti nell'ex Pio Campana come unico proprietario, la Pietrasanta Sviluppo - spiegano dal Comune - ha acquistato ad inizio anno 2010 due appezzamenti di terreno ancora di proprietà di terzi, stipulando, per la copertura finanziaria, un mutuo per 180mila euro attualmente in fase di rimborso. Il regolamento urbanistico consentirà interventi edilizi diretti, con una procedura semplificata e meglio attuabile volta alla realizzazione dei volumi ammessi».

In sostanza l'ex Pio Campana potrà accogliere, per una superficie utile ammessa per le costruzioni di circa 10mila mq e un'altezza massima degli edifici fissata ai 10 metri, già a partire dal prossimo anno, edifici artigianali, industriali, commerciali fino alla media struttura di vendita, bar, ristoranti, uffici, laboratori, gallerie artistiche, banche, spazi direzionali, alberghi, palestre, cinema, farmacie, lavanderie per una sorta di cittadella fra il commerciale e l'artigianale a svariate voci. Una vera rivoluzione, in sostanza. La Società patrimoniale, vendendo o affittando a privati i vari lotti, oggi più appetibili rispetto al passato visto che sono venuti meno i vincoli, avrà la possibilità, a sua volta, col denaro incassato, di realizzare i capannoni da destinare, poi, ad artigiani e aziende. Negli edifici produttivi sarà inoltre ammessa la costruzione di una unità abitativa per la custodia o la vigilanza dell'azienda, e piccole foresterie per addetti, da considerare pertinenza dell'unità immobiliare produttiva.

Luca Basile

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