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Ratti: i miei no al Comune unico della Versilia

FORTE DEI MARMI. La dura presa di posizione del sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti che ieri ha chiesto chiarezza sulla natura economico finanziaria del processo di unificazione dei quattro...

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FORTE DEI MARMI. La dura presa di posizione del sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti che ieri ha chiesto chiarezza sulla natura economico finanziaria del processo di unificazione dei quattro Comuni della Versilia Storica, ha spalancato – com’era prevedibile - le porte al dibattito. Tra gli interventi più interessanti segnaliamo quello di Pietro Ratti, per tanti anni dirigente della Ragioneria generale del Comune, oltre che segretario generale dell’Ancotur, l’associazione dei comuni turistici dell’Anci.

«Da tempo vado affermando che Forte dei Marmi rischia di diventare la cassaforte del Comune unico della Versilia - spiega Ratti – e che in virtù di ciò avrebbe perso di immagine. La stessa valutazione la ritrovo adesso in quanto affermato dal nostro sindaco. Io credo – prosegue Ratti - che sia da considerare con attenzione che un comune come Forte dei Marmi che deve la sua fortuna economica e sociale all'autonomia conquistata proprio da Pietrasanta, si appresti adesso a divenire da “Perla del Tirreno” una piccola frazione del Comune unico della Versilia. E poi quali benefici dovrebbe trarne la Comunità di Forte dei Marmi da quest'unione? E siccome adesso si tirano in ballo le università vuol dire che i promotori forse si trovano impantanati su questioni basilari, mentre ritengo che l'organizzazione dei servizi andrebbe affrontata dalla dirigenza. Insomma si comincia male!».

«Ad ogni modo – prosegue l’ex dirigente del Comune - non essendo possibile valutare gli effetti positivi della partecipazione al Comune unico, perché nessuno li ha identificati, per il momento elenco quelli che, a mio parere, potrebbero essere gli aspetti negativi: prima fra tutti sta la perdita di identità: da “Perla del Tirreno”, Forte dei Marmi si ritroverebbe frazione del Comune unico, poi ci sarebbe un’inevitabile svalutazione degli immobili, un conto è far valere il “marchio” Forte dei Marmi altro conto annullarlo sia pure in senso amministrativo. Credo , poi che si assisterebbe ad riduzione degli affitti estivi e alla sicura perdita di risorse finanziarie con conseguente riduzione dei servizi. Inoltre e questo deve far temere ci sarebbe un aumento dell'Imu: con la rivalutazione delle rendite catastali previste, che verrebbero ad essere superiori a quelle degli altri comuni, applicando l'aliquota unica il cittadino di Forte di Marmi alla fin fine pagherebbe il doppio o addirittura il triplo di quello degli altri comuni. Infine ci sarebbe la perdita del Sindaco e saremmo minoritari nella Giunta e nel Consiglio Comunale. Vorrei concludere - termina Ratti - citando due assertori del Comune unico, Giorgio Giannelli e Manlio Cancogni, i quali certamente, con un sentimento poetico, avevano però più in mente un'entità geografica che non politica».

Franco A. Calotti

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