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No alla logica del profitto sull’acqua

Sel: Gaia deve diventare un’azienda senza rilevanza economica

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FORTE DEI MARMI. Sull’acqua bisogna fare molto: dai tre gestori in Provincia che sono troppi ai mancati obiettivi della legislazione. Così Sel si rimbocca le maniche e annuncia di volersi fare promotrice in Versilia, così come a Lucca, nella Piana e nella Valle del Serchio, di una serie di iniziative a cui saranno invitati i sindaci e le autorità regionali assieme ai comitati e il forum dei movimenti affinché l’acquea sia veramente bene comune.

«A quasi 20 anni dal varo della legge Galli che istituiva una nuova organizzazione del servizio idrico, - affermano i dirigenti di Sel - è tempo di cambiare strada. Lo chiede il 95 % del corpo elettorale che si è espresso ai referendum 2011. Ad accezione del carattere sovracomunale del servizio, è tutto l’impianto della legge che è fallito, a partire dal mancato raggiungimento degli obbiettivi di completamento di reti e impianti necessari alle comunità. E questo senza dimenticarsi la bocciatura, sancita dal referendum 2011, del riconoscimento di un rendimento garantito del 7% al capitale privato investito nelle aziende del servizio idrico. La presenza di tre gestori in provincia di Lucca e cioè Gaia, Geal e Acque è manifestamente incompatibile col modificato quadro regionale di programmazione e controllo che si basa ormai su una sola autorità regionale. Sel propone l’apertura di tavoli tecnici e politici per definire le strade concrete di uscita da questo modello organizzativo e vede come prima tappa la modifica della natura giuridica di Gaia da azienda per azioni con attività a rilevanza economica ad azienda consortile o speciale priva di quel carattere».

(f.a.c.)

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