Il dolore
Falascaia, gran parte dei cittadini esclusi dal processo per la diossina
Il giudice ammette come parti civili solo le famiglie che vivevano a ridosso dei canali inquinati
Solo i cittadini che vivono (o hanno vissuto) nelle immediate vicinanze dell’inceneritore di Falascaia potranno chiedere i danni nel processo per gli sversamenti di materiali inquinanti. Con i cittadini saranno ammessi come parti civili anche il comune di Pietrasanta, la Regione, il Consorzio di bonifica e il Wwf. Tutte le altre richieste di entrare nel processo come parti civili - comprese quelle di una novantina di residenti di Capezzano, Pietrasanta e Viareggio che si ritenevano danneggiati - sono state respinte: per il giudice solo chi viveva a ridosso dei canali avrebbe subito danni dagli sversamenti di liquidi. Sono queste le novità più importanti emerse nell’udienza del processo contro gli ex-gestori dell’impianto del Pollino che ha avuto luogo ieri mattina in tribunale a Viareggio di fronte al giudice Valeria Marino. Sul banco degli imputati siedono cinque imputati, tra vertici e tecnici della multinazionale Tev-Veoliacon accuse che vanno dallo sversamento di acque reflue contaminate nel Baccatoio - negli atti della procura si parla di 3700 tonnellate di liquidi contenenti anche diossina - all'aver spacciato le acque per la pulizia dell'impianto come reflui fognari e non "rifiuti pericolosi" da trattare in maniera adeguata.
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